Atri, parte il ricorso contro il taglio del punto nascita

2 Aprile 2015

Domani l’avvocato del Comune lo depositerà al Tar Astolfi: «Sicuri di vincerlo. Lo pagano gli amministratori»

ATRI. Il Comune di Atri presenta il ricorso al Tar contro la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Atri. Domani l’avvocato incaricato dall’ente depositerà il documento al tribunale amministrativo regionale dell’Aquila e il testo ricalcherà la bozza condivisa durante il consiglio straordinario congiunto tenutosi nell’aula consiliare a fine febbraio, al quale parteciparono circa 15 Comuni del comprensorio: da Silvi, Roseto e Pineto a quelli della Val Fino e parte della Val Vomano (Morro d’Oro, Penna Sant’Andrea, Cellino, Notaresco) per arrivare alle amministrazioni pescaresi di Elice e Città Sant’Angelo. Durante l’assise straordinaria gli amministratori decisero unanimemente di dar seguito al ricorso qualora il presidente della Regione Luciano D’Alfonso non fosse tornato sui suoi passi. Da allora nulla è stato fatto per scongiurare il taglio deciso, prima dal governo e poi dalla Regione, di diversi punti nascita abruzzesi.

Il primo cittadino Gabriele Astolfi dichiara: «Il nostro rivolgerci al Tar non vuole essere un attacco alla sanità regionale. Secondo i nostri legali, i presupposti per fare un ricorso sussistono e sono validi e pensiamo di vincerlo, salvaguardando così il punto nascita del San Liberatore che ricordiamo aver superato gli oltre 500 parti annui, ossia il minimo previsto dalla legge. Ribadisco, come più volte annunciato, che i costi del ricorso non saranno sostenuti attingendo alle casse comunali bensì all’impegno economico di ciascun amministratore, che pagherà personalmente le spese legali. Abbiamo modificato la delibera del ricorso in tal senso». Astolfi circa i tempi che impiegherà il giudice a decidere dice: «Ci aspettiamo una possibile pronuncia tra maggio e settembre. Il pericolo è che nel frattempo il reparto nascite potrebbe essere smantellato da un momento all’altro anche se», sottolinea, «occorreranno mesi per trasportare le attrezzature sanitarie verso altri presidi. Il trasporto verrà fatto comunque in sicurezza».

Sull’argomento il movimento cittadino “Atri non si Tocca” capeggiato da Pierfrancesco Macera, Roberto Marchione e Gianpiero Reitano su Facebook ha scritto ironicamente: «Il ricorso al Tar non può che trovare il nostro pieno sostegno, ciò che ci preoccupa è che il sindaco ha dichiarato che è sicuro di vincerlo. Questo, dopo che in passato aveva affermato che il tribunale non era a rischio a chiusura (ed ha chiuso) e dopo che ultimamente ha detto che non avrebbe fatto pagare l'Imu agricola, e gli atriani l’hanno pagata. Si doveva proprio dire che si è sicuri di vincere il ricorso al Tar?».

Domenico Forcella

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