Atri, proposta Pd sull’ospedale «Deve diventare di primo livello»
ATRI. Il circolo del Partito Democratico di Atri avanza una sua proposta di riorganizzazione dell’ospedale, per «non disperdere l’esperienza acquisita da tutti da tutti gli operatori, in questi mesi...
ATRI. Il circolo del Partito Democratico di Atri avanza una sua proposta di riorganizzazione dell’ospedale, per «non disperdere l’esperienza acquisita da tutti da tutti gli operatori, in questi mesi di grande formazione maturata sul campo».
La proposta poggia su quattro pilastri: trasformazione del “San Liberatore” di Atri da ospedale di base a presidio ospedaliero di primo livello; inserimento nella rete di ospedali compresi nel piano pandemico nazionale e regionale. Gli altri due punti riguardano un piano di ristrutturazione del presidio anche come struttura inserita nel piano pandemico e il reperimento di risorse. Il Pd ricorda che un ospedale di primo livello delle avere le unità operative complesse di: Medicina; Chirurgia; Anestesia e Rianimazione; Ortopedia e Traumatologia; Ostetricia e Ginecologia; Pediatria; Cardiologia con Utic; Neurologia; Psichiatria; Oculistica; Otorinolaringoiatria; Urologia. Il segretario di circolo, Alfonso Prosperi, ricorda, fra l’altro, che devono essere presenti H24 i servizi di Radiologia con Tac ed ecografia, laboratorio, servizio immunotrasfusionale.
I lavori per la parte Covid, secondo il Pd, dovrebbero riguardare il primo e il secondo piano dell’ala Nord del vecchio edificio, più l’ex reparto malattie Infettive e la ex Medicina Nucleare, sempre nell’ala Nord. All’interno degli spazi indicati dovrebbero essere realizzati posti letto di terapia intensiva, sub intensiva e degenza ordinaria. Negli ex locali della Medicina Nucleare, contigui con l’attuale servizio di Radiologia, vanno messi una nuova Tac e una Rmn, al servizio della struttura anti-pandemica, da usare quando non ci sono pandemie per smaltire le liste di attesa.

