Atri, riapre il reparto di lungodegenza

È passato da 14 a 17 letti grazie all’istituzione del servizio di riabilitazione respiratoria durante l’emergenza Covid
ATRI. Riapre, un po’ ingrandito, ristrutturato e sanificato, il reparto di lungodegenza. Dai primi di agosto la struttura era stata chiusa per lavori di ristrutturazione leggera e sanificazione dopo l'uso intensivo durante i mesi di emergenza coronavirus in cui il San Liberatore è stato ospedale Covid. Il reparto da 14 letti è passato a 17 in quanto sono compresi tre letti di riabilitazione respiratoria istituiti durante il periodo Covid e poi rimasti, curati dalla fisiatra Giuseppina Franzone.
«Sarà riaperta lunedì riassorbendo il personale in forze prima», spiega il primario dell'unità operativa complessa di Medicina interna e lungodegenza, Enrico Marini, «che finora è stato decentrato in altri reparti o in ferie». Accanto a Martini c'è il responsabile del servizio di lungodegenza Massimo Luciani. «Con la riapertura della Lungodegenza», continua Marini, «viene compiuto un altro passo verso il ritorno alla normalità pre Covid. In più viene potenziato il numero posti letto con letti di riabilitazione respiratoria, importanti per i pazienti cronici ma anche anche perchè correlati a una struttura di altissima specializzazione, cioè il servizio di fisiopatologia respiratoria». Si tratta di un servizio sul territorio affidato alla dottoressa Alessia Ridolfi che fa due sedute ambulatoriali settimanali per visite pneumologiche e si occupa di tutti i pazienti con problematiche respiratorie.
«I lavori di ristrutturazione», conclude Marini, «proseguiranno ora nell'unità di Medicina che vedrà anche il potenziamento di altri quattro posti letto, salendo a 41. Quando diciamo che stiamo lavorando per il ritorno alla normalità e meglio di prima, ringraziamo anche coloro che ci hanno voluto dare attestati di riconoscenza per il lavoro fatto».
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