Atri, risolto il contratto della cittadella dello sport

30 Gennaio 2015

Il Comune giudica inadempiente il gestore, che dal canto suo chiede 80mila euro per l’uso degli impianti, e incarica un legale di recuperare i canoni non versati

ATRI. Il Comune di Atri risolve dopo appena un anno il contratto con il gestore del centro turistico integrato. Con delibera numero 4 dello scorso 15 gennaio la giunta comunale, con voto unanime, ha provveduto a erogare formale diffida alla società concessionaria (la Cti Acquaviva Scarl) ad ottemperare gli obblighi contrattuali assunti. Nella determina comunale c’è anche la nomina di un legale che dovrà «provvedere a ufficializzare la risoluzione per inadempienza del contratto in essere al fine di recuperare crediti maturati su canoni non corrisposti».

Sull’argomento prende posizione il neo movimento popolare “Atri non si tocca” guidato da Pierfrancesco Macera, Roberto Marchione e Gianpiero Reitano, che attraverso il canale di Facebook fa sapere: «Avevamo ragione! Ora capiamo perché i componenti della giunta comunale non rispondono alle nostre domande sul Cti... capiamo il loro imbarazzo perché il progetto di rilancio del centro turistico integrato sembra fallito definitivamente. Il Comune ha conferito incarico legale per agire giudizialmente al fine di ottenere la risoluzione del contratto stipulato con la concessionaria della gestione. Dopo un anno dalla stipula della convenzione il Comune lamenta gli inadempimenti della società mentre quest'ultima richiede il pagamento delle tariffe di utilizzo degli impianti per un importo di oltre 80mila euro e questi soldi ancora non si capisce chi dovrà pagarli. Per voi tutto questo è normale? Noi», prosegue il movimento, «crediamo che molte realtà sportive atriane sono rimaste penalizzate da questa confusione. Un vero progetto di rilancio della cittadella dello sport avrebbe dovuto richiedere alle società partecipanti al bando almeno un'esperienza precedente nella gestione di impianti sportivi, ma il nostro Comune non lo ha previsto, dimostrando poca lungimiranza. In conclusione si sono persi due anni.... due anni in cui il centro turistico da potenziale cittadella per ragazzi e sportivi in genere è diventato una cattedrale nel deserto abbandonata al proprio destino. Lo sport atriano ringrazia! La nostra unica speranza è che da domani si azzeri tutto, auspicando che le società sportive atriane possano trovare un'unione al fine di gestire tutte insieme questo gioiello che si sta lentamente spegnendo. E’ l’ennesimo progetto fallito».

Il movimento cittadino “Atri non si tocca” conta molti sostenitori dato che ha inglobato il comitato a difesa dell’ospedale San Liberatore, che ha raccolto negli scorsi mesi ben 15mila adesioni contro la chiusura del punto nascite. La gestione del centro turistico di colle Sciarra è stata più volte al centro di polemiche cavalcate anche dal circolo del Pd Atri.

Domenico Forcella

©RIPRODUZIONE RISERVATA