«Atri è ferma, lo dice il bilancio»

31 Marzo 2022

Il Pd: se non vende gli immobili il Comune non ha capacità di spesa

ATRI. Il Partito democratico di Atri denuncia un bilancio comunale in pre-dissesto. In una nota il segretario del circolo locale Umberto Tardivo argomenta: «Il Comune è in disavanzo, con un bilancio di previsione asfittico. A dirlo è lo stesso tecnico dell’ente che ha evidenziato come gli investimenti dovranno essere sempre più finanziati con alienazioni immobiliari, soprattutto negli enti che, come il Comune di Atri, hanno numerosi immobili non utilizzati a fini istituzionali. Le procedure avviate di alienazioni immobiliari fanno auspicare di poter reperire risorse utili da destinare prioritariamente alla riduzione dello stock di indebitamento, ciò consentirebbe di liberare risorse correnti da destinare ai servizi dell’ente, e in subordine a investimenti o alla copertura dei disavanzi».
Il punto sarebbe proprio questo, continua il Pd: «Il Comune di Atri non ha più capacità di spesa, se non attraverso l’alienazione degli immobili di proprietà comunale. Questa condizione è meglio nota come pre-dissesto. Non abbiamo più risorse per attuare una politica di riduzione delle tariffe: le aliquote dell’Imu e dell’addizionale comunale Irpef sono state confermate nella misura massima, mentre quelle della Tari sono aumentate ancora: del 6/7% quelle domestiche e dell’8% quelle non domestiche. Quello appena votato è un bilancio che, come quelli precedenti, non offre alcuna prospettiva di sviluppo economico e sociale della città: il decremento demografico costante e lo spopolamento del centro storico ne sono una prova. Il piano triennale delle opere pubbliche è solo fumo negli occhi per i cittadini: dei circa trenta milioni di euro di opere pubbliche previste per il 2022 ne sono state finanziate meno di un quarto. C’è una sola certezza: Atri è ferma, lo dice il bilancio». ( d.f.)