Attesa lunga otto mesi per fare una risonanza

18 Ottobre 2018

GIULIANOVA. Più che un ospedale nuovo sarebbe necessario potenziare gli ospedali già presenti sul territorio e ridurre le lunghe liste di attesa. Ne è convinto Jwan Costantini, consigliere comunale e...

GIULIANOVA. Più che un ospedale nuovo sarebbe necessario potenziare gli ospedali già presenti sul territorio e ridurre le lunghe liste di attesa. Ne è convinto Jwan Costantini, consigliere comunale e vice coordinatore provinciale di Forza Italia che racconta l’ultimo episodio di malasanità di cui è stata protagonista una cittadina giuliese che, recatasi al cup dell’ospedale di via Gramsci per prenotare una risonanza magnetica, ha avuto l’amara sorpresa di doversi mettere in una lista di attesa lunga otto mesi. «È assolutamente inaccettabile», dice Costantini, «che in un paese civile si debba attendere tutto questo tempo per un esame diagnostico fondamentale per intervenire in tempo utile e contrastare l’evolversi di eventuali patologie. I cittadini sono esasperati e si sentono abbandonati a loro stessi, mentre c’è chi pensa a sperperare milioni di euro per il nuovo ospedale». L’attacco di Costantini non è rivolto solo al progetto del nuovo ospedale ma punta dritto anche al piano di riordino dei presidi del territorio che la giunta regionale è in procinto di approvare. «Il piano circolato la scorsa settimana è un disegno scellerato che intende ridurre i tre ospedali di Giulianova, Sant’Omero e Atri a semplici unità di pronto soccorso mentre a Teramo prevede un ospedale unico di primo livello», dice Costantini. «È un piano che prevede una spesa di centinaia di milioni di euro e oltretutto in aperto contrasto con il decreto Lorenzin che, per ragioni connesse all’incremento della popolazione determinato dai flussi turistici, prevede posti letto adeguati e un ospedale a servizio della costa teramana». Per Costantini sarebbe più ovvio accentrare alcuni reparti e lasciare le eccellenze in ospedali diffusi sul territorio. «Con i soldi per il nuovo ospedale sarebbe molto meglio acquistare macchinari e apparecchi di nuova generazione per la diagnostica, aumentando gli standard qualitativi e quantitativi delle prestazioni sanitarie e riducendo i tempi di attesa». (m.l.)
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