Attivano finanziarie a insaputa dei clienti

6 Novembre 2019

Invitati a sottoporsi a visite o prestazioni gratuite, alcuni cittadini si sono trovati a sottoscrivere dei contratti

TERAMO. Quello delle truffe è un mondo in continua evoluzione. E così succede che ignari cittadini, dopo una visita o una prestazione offerta gratuitamente, come ad esempio una consulenza estetica o sullo stato del cuoio capelluto, si ritrovino senza saperlo a sottoscrivere delle finanziarie per servizi mai richiesti.
A denunciare un tipo di raggiro che sta prendendo piede anche nel teramano e che vede operatori senza scrupoli utilizzare come cavallo di troia strutture note ai truffati come il salone del parrucchiere, lo studio del fisioterapista o il centro estetico di riferimento, dove si fanno ospitare temporaneamente, è l’associazione dei consumatori Robin Hood che invita i cittadini a non firmare nessun documento senza averne prima letto attentamente il contenuto e a farsi sempre rilasciare una copia dei documenti sottoscritti. «In pratica siamo di fronte all’estensione della consolidata metodica utilizzata negli ultimi anni nel comparto energetico, dove con la scusa dei controlli gratuiti alcuni operatori hanno fatto attivare ad ignari utenti contratti di luce o gas non richiesti, a quello delle finanziarie» sottolinea Pasquale Di Ferdinando, presidente dell’associazione Robin Hood, che spiega come il meccanismo sia pressoché simile. «In questo caso abbiamo degli operatori di società di servizi che, utilizzando come cavallo di troia un’attività conosciuta dal cittadino, come può essere il parrucchiere o il fisioterapista», spiega Di Ferdinando, «con la scusa di una visita o di una prestazione gratuita, su invito o attraverso coupon, richiedono al malcapitato tutta una serie di firme per la privacy e per confermare l’avvenuta visita o prestazione e una copia del documento».
Peccato che firmando quei fogli gli utenti sottoscrivano in realtà una finanziaria. «Ovviamente se ne accorgono quando gli arrivano a casa i bollettini di pagamento» continua il presidente di Robin Hood, che sottolinea come in provincia siano stati registrati una decina di casi di cui quattro già in fase avanzata di istruttoria da parte dell’associazione. «Quando l’utente si rivolge alle forze dell’ordine per furto di identità o altro reato da accertare», conclude Di Ferdinando, «queste ultime contattano la finanziaria, ignara di quanto accaduto a monte, che fornisce ovviamente il contratto sottoscritto e la copia del documento del consumatore. In realtà, però, le finanziarie per attivare il contratto hanno bisogno anche dei documenti reddituali del consumatore ed è proprio sulla mancanza di questi documenti che ci muoveremo per tutelare i nostri assistiti».
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