Aumenta l’utile della Popolare di Bari

La banca proprietaria di Tercas e Caripe distribuirà un dividendo di 10 centesimi per azione
BARI. L'assemblea dei soci della Banca Popolare di Bari, riunitasi domenica scorsa, ha approvato il bilancio 2014 che registra un risultato consolidato netto di pertinenza della capogruppo pari a 24,9 milioni di euro, mentre il risultato netto individuale di Banca Popolare di Bari si è attestato a 21,3 milioni di euro contro i 17,1 dell'anno precedente (+ 24,5%). L'assemblea dei soci ha approvato, tra l'altro, la distribuzione di un dividendo pari a 10 centesimi per azione. Lo rende noto l'istituto di credito. In seguito all'acquisizione di Banca Tercas e Banca Caripe, entrate nel gruppo il 30 settembre 2014, il gruppo Banca Popolare di Bari, a fine 2014, ha allargato il proprio perimetro territoriale in Abruzzo ed Emilia-Romagna; le filiali sono così diventate 386 e il numero dei dipendenti è salito a 3.264.
Sempre in ambito di gruppo, gli impieghi hanno raggiunto i 9,6 miliardi di euro, mentre la raccolta complessiva da clientela si è attestata a 15,8 miliardi di euro (al netto dei rapporti in essere con controparti centralizzate). Rafforzato anche il patrimonio della Banca Popolare di Bari, dopo l'aumento del capitale sociale per 500 milioni di euro concluso nel dicembre scorso. Infine per gli esercizi 2015-2017 sono stati riconfermati i consiglieri di amministrazione Raffaele De Rango, Giorgio Papa e Francesco Venturelli. Il consiglio di amministrazione, presieduto da Marco Jacobini, ha successivamente nominato lo stesso Papa amministratore delegato di Banca Popolare di Bari, che prende quindi il posto di Vincenzo De Bustis, che lascerà formalmente l’incarico il prossimo 1° maggio dopo quattro anni di permanenza alla Bpb. Una scelta consensuale, secondo le informazioni che arrivano da Bari, perché la banca ha considerato esaurito il suo compito. De Bustis non può essere considerato l’artefice dell’acquisizione di Tercas e Caripe, perché questa è stata un’operazione che porta per intero il marchio del presidente Jacobini, ma di certo o ha contribuito, in una complicata fase di mercato, a mantenere il presidio della Popolare di Bari sui territori storici della banca.
I dati del bilancio approvato domenica scorsa fanno capire che l’operazione Tercas non ha minato la solidità finanziaria della banca barese che, prima dell’acquisizione del’istituto di credito teramano, aveva effettuato un consistente aumento di capitale.

