Aumenta la spesa, 181 euro l’anno per ogni cittadino

14 Dicembre 2016

Esborso più alto della media nazionale e di quella regionale. Gerardini: autonomia gestionale necessaria per risparmiare

TERAMO. La spesa per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in provincia di Teramo rimane alta, con un esborso per abitante di 181,14 euro l’anno, contro il dato nazionale di 158,86 e quello regionale di 176,77 euro. «Il costo è alto, nonostante l’aumento della differenziata, a causa della carenza degli impianti in grado di gestire il ciclo completo dei rifiuti prodotti nel territorio provinciale, con importanti economie di scala. Molti rifiuti vengono trasferiti in altre regioni, principalmente Emilia Romagna, Marche e Molise», spiega il dirigente regionale del servizio ambiente Franco Gerardini, «e il trasporto fa lievitare la spesa. La razionalizzazione della gestione dei servizi di raccolta può limitare il costo pro capite», aggiunge Gerardini, «ma non tanto quanto può essere ridotto raggiungendo l’autonomia nel trattamento». La discarica principale è quella del Cirsu, a Grasciano, dove sorgono anche la piattaforma di tipo A e l’impianto di pre selezione e compostaggio. Ci sono, inoltre, una piattaforma di tipo B a Sant’Omero, utilizzata come centro di raccolta comunale e di trasferenza, e una discarica ad Atri gestita dal Consorzio Piomba-Fino. Secondo l’attuale pianificazione servirebbe un’altra piattaforma di tipo B da realizzare nel comune di Teramo ma, in considerazione delle nuove esigenze del territorio, è stata chiesta alla Regione la sua trasformazione in impianto di tipo A.

«In attesa della costituzione dell’Ambito regionale unico ho cercato di anticiparne il modello di governance invitando i sindaci teramani a costituire un sub ambito provinciale con unico soggetto pubblico gestore», fa sapere il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, «la discarica del Cirsu, se completata, da sola garantirebbe la copertura del fabbisogno e porterebbe risorse economiche tali da consentire l’ammodernamento dell’intera filiera. Ma, evidentemente» , conclude, «i tempi non sono maturi e i sindaci fanno difficoltà ad avere una visione unitaria». Le stesse resistenze le ha registrate anche la Regione nell’affrontare per l’insediamento dell’assemblea dei sindaci dell’agenzia regionale unica. «Ci sono otto Comuni che ancora non adempiono agli obblighi per la costituzione e che ora sono stati commissariati», sottolinea Gerardini, «mettersi insieme non è ancora percepito come un bene condiviso».

Il dirigente regionale rivolge anche un appello al giudice fallimentare per accelerare i tempi per la vendita del Cirsu, «Questo impianto ha bisogno di ingenti investimenti di adeguamento» osserva, «grazie ai quali la provincia di Teramo potrebbe diventare autonoma nella gestione dei rifiuti e nel trattamento e recupero dei materiali”. (m.l.)

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