Aumentano disoccupati e cassintegrati

In 10.200 ricevono gli ammortizzatori sociali, dato più alto d’Abruzzo. E ci sono 8.813 domande per il reddito di cittadinanza
TERAMO. «Forti segnali di regressione». Così il segretario della Cgil Giovanni Timoteo inizia nel dipingere le ultime evoluzioni del mercato del lavoro in provincia di Teramo.
Nella sfilza di dati negativi, spicca l’unico leggermente positivo, e riguarda i nuovi contratti a tempo indeterminato, che a giugno di quest’anno erano 7.073 e quindi si presume che alla fine dell’anno superino gli 11.832 del totale dell’anno scorso. «E’ l’unico dato che appare in leggera ripresa, ma certamente ancora molto lontano dai 22.775 del 2015», afferma Timoteo. In totale, compresi cioè i lavoratori a tempo determinato, la fase discendente è evidente: i nuovi avviati sono stati 23.842 nei primi sei mesi del 2019, 36.429 nel 2018 e 49.158 del 2017.
«Ci sono dunque poche occasioni di lavoro sul territorio, anche il tasso di disoccupazione Istat del 10,1% di oggi ci dice che siamo ancora molto indietro rispetto al 5,5% del 2007 e con una disoccupazione giovanile del 30%», aggiunge il segretario della Cgil. Ma il dato peggiore riguarda gli ammortizzatori sociali e in particolare la cassa integrazione.
Nei primi sei mesi è schizzata alle stelle passando dalle 724mila ore circa di tutto il 2018 (per 698 lavoratori) a milione 160mila ore circa (per 1.118 lavoratori). Timoteo peraltro fa notare che con l’indennità di disoccupazione il totale dei beneficiari degli ammortizzatori sociali in provincia è di 10.200, il numero più alto di tutto l’Abruzzo, superiore persino alla più popolosa provincia di Chieti (9.543 beneficiari). «L’aumento della cassa integrazione è fortissimo e in settori basilari per il sistema produttivo teramano come il meccanico, il tessile e la gomma e plastica, che peraltro prima non era stato toccato», aggiunge Timoteo che non a caso era accompagnato nella conferenza stampa da Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom e Giampiero Dozzi della Filctem Cgil. E da Natascia Innamorati della Nidil Filcams che ha sottolineato che a pagare il maggior presso sono i giovani e le donne.
A questi numeri si sommano peraltro quelli del reddito di cittadinanza: al 20 luglio le domande presentate erano 8.813. «Sono persone che hanno fatto domanda con la prima speranza di trovare un lavoro. Ma quali concrete opportunità offre il territorio? C’è bisogno di uno scossone che possa creare lavoro, rilanciando il Masterplan, la carta di Pescara (che facilita gli investimenti ecoosostenibili, ndr), la ricostruzione, che può essere un volano ed è inaccettabile che ci siano lungaggini burocratiche. E poi l’area di crisi complessa: le risorse inutilizzate non si posso perdere. Vanno rifatti rapidamente i bandi. Ma per fare tutto questo ci vuole un coordinamento a livello provinciale che coordini competenze e che rappresenti il territorio», precisa il segretario della Cgil.
Anche perchè, conclude Timoteo, l’altra faccia dei numeri illustrati riguarda le imprese: nei primi sei mesi del 2019 il saldo è di meno 44 aziende.
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