Aumentano raccolta differenziata e costi
Tra i Comuni superiori a 15mila abitanti il più “riciclone” è Giulianova, Teramo è terzo, mentre la maglia nera va a Roseto
TERAMO. Torano, Montorio al Vomano e Giulianova i Comuni più ricicloni; Pietracamela e Silvi hanno i costi di gestione più alti e Montorio e Pietracamela quelli con gettito più consistente. La Provincia ha presentato il rapporto sui rifiuti relativo al 2014, dal quale emerge come la raccolta differenziata sia in aumento, ma aumentano anche la produzione di rifiuti e i costi di conferimento. Intanto l’Agir, la nuova autorità regionale per la gestione integrata dei rifiuti, si appresta a commissariare 60 Comuni che non ancora aderiscono al programma per il ciclo di gestione dei rifiuti.
Il rapporto provinciale evidenzia innanzi tutto l’aumento del 5,37% di raccolta differenziata rispetto al 2013 (57,53% di media). Il Comune di Bellante è quello che, nel 2014, ha incrementato di più la percentuale (+51,7%), mentre la maglia nera va a quello di Castel Castagna (-17%). Torano (80,75%), Canzano (77,18%) e Morro d'Oro (70,13%) rappresentano i centri più ricicloni non solo fra quelli con una popolazione inferiore a 6.000 abitanti (ultimo posto a Cermignano con 5,45%), ma di tutto il teramano; tra i Comuni con popolazione tra 6.000 e 15.000 abitanti, la medaglia d’oro va a Montorio (69,38%, ultimo posto per Atri con 53,90%), mentre oltre i 15.000 abitanti il primato spetta a Giulianova (67,38%), Teramo è al terzo posto con 61,31% (ultimo posto per Roseto, con 31,82%).
Dal documento si evince il fatto che, tra le varie tipologie di rifiuti, quello indifferenziato sia il più presente (40,21%), seguito dall'organico (22,36%), ma il dato più negativo è l'aumento del 6,20% della produzione totale di immondizia, con 10.000 tonnellate in più; d’altro canto, l'aumento si è registrato nelle frazioni differenziate. Per ciò che riguarda la raccolta differenziata va piuttosto bene il settore collinare, decisamente di meno la zona montana, dove prevalgono i rifiuti indifferenziati. Se il 77% dei rifiuti prodotti nella regione (121.000 tonnellate) viene conferito in impianti abruzzesi, di questa percentuale più del 61% è condotto e lavorato all'interno di strutture teramane. Per quanto riguarda i costi di gestione derivanti dai rifiuti per ciascun abitante (190,06 euro la media provinciale), il rapporto sottolinea come, tra i Comuni con meno di 5.000 abitanti, quello più spendaccione sia Pietracamela, con 390,16 euro pro capite; per i Comuni con una popolazione tra 5.000 e 15.000 abitanti, la maglia nera va ad Alba Adriatica (248,28 euro); per quelli con più di 15.000 abitanti i costi maggiori sono quelli di Silvi (274,79), di Giulianova (235,17) e Teramo (225,48). Il Comune che spende di meno per la gestione dei rifiuti è Castel Castagna, con 99,67 euro per abitante. In merito invece alle entrate per ogni singolo Comune, per ciò che riguarda le utenze domestiche, il primo posto spetta a Montorio, con 313,31 euro per utenza, l'ultimo a Corropoli, con 105,38 euro. «Ci sono segnali di ripresa del sistema che arrivano dai consorzi Cirsu e Piomba-Fino», dichiara il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, «ma, così come previsto dalla riforma, il futuro non è quello dei piccoli consorzi che vanno da soli ma di aziende e Comuni che stanno insieme. E se il proprietario degli impianti coincide con il cliente forse evitiamo gli errori del passato».
Giovanni Damiani, commissario dell'Agir, sottolinea come occorra «definire la programmazione di impianti di trattamento e discariche. Siamo in forte ritardo e anche così aumentano i costi. Con la differenziata i costi di gestione e le tariffe per i cittadini devono diminuire, se aumentano significa che c’è qualcosa che non va». Il rapporto, infine, illustra il fatto che fuori provincia vengano conferite le frazioni più onerose di rifiuti, che occorra una maggiore autonomia impiantistica e quindi una riduzione di costi e tasse.
Sandro Petrongolo
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