Auto blu, chiesto il giudizio per Antelli

Il direttore sanitario della Asl è accusato di peculato per l’uso indebito di due Punto di servizio
TERAMO. E’ solo una Punto grigia, ma ha lo status di auto blu, una vettura di proprietà di un’amministrazione pubblica che andrebbe utilizzata secondo certe norme. E se si sorvola sul rispetto di tali norme si può incappare in guai giudiziari, anche se si tratta di una semplice utilitaria. Di questo è convinto il sostituto procuratore Davide Rosati che ha chiesto il rinvio a giudizio di Camillo Antelli, direttore sanitario della Asl di Teramo, accusandolo di peculato. Secondo il magistrato inquirente, Antelli avrebbe utilizzato per sette mesi due Punto della Asl assegnate all’ufficio del direttore sanitario per compiere il tragitto fra la sua abitazione, a Giulianova, e la sede della Asl a Teramo. Un uso indebito, secondo il pm, poiché quelle auto doveva fare base nel parcheggio del palazzo della Asl in circonvallazione Ragusa, da utilizzarsi per gli spostamenti di servizio del direttore sanitario, e non per fare la spola fra Giulianova e Teramo, cosa che sarebbe avvenuta quasi quotidianamente nei sette mesi ai quali si riferisce l’inchiesta.
Nell’ottobre scorso il sostituto procuratore Rosati aveva notificato ad Antelli l’avviso di conclusione delle indagini, atto che prefigurava la richiesta di rinvio a giudizio. L’inchiesta sul suo conto deriva dall’analoga indagine sull’ex direttore generale della Asl Giustino Varrassi, sempre per il presunto utilizzo illegittimo dell’auto di servizio dell’azienda sanitaria. In questo caso si tratta di un’Audi, ma l’ipotesi di reato è la stessa, peculato, accusa per la quale Varrassi è stato rinviato a giudizio.©RIPRODUZIONE RISERVATA

