Autodromo, la battaglia continua

18 Giugno 2015

Il fronte dei contrari non si arrende. Il Wwf: il vero confronto è solo all’inizio

MONTORIO. All’indomani del referendum sull’autodromo che ha visto a favore del circuito il 61,43% dei votanti, il fronte del no prosegue la battaglia contro la realizzazione dell’opera confermando la costituzione di un comitato permanente. «A breve», ha annunciato Mario Colangeli del comitato Anima verde, che si riunirà giovedì sera, «faremo un’iniziativa pubblica per spiegare come ci muoveremo».

E intanto il gruppo Pentastellati Montorio 2.0, che ha appoggiato il no, accoglie con soddisfazione «un risultato elettorale che ha visto il fronte del no fare breccia nel cuore di ben 1.171 nostri concittadini, sensibili alle importanti tematiche oggetto di campagna referendaria. Siamo orgogliosi», ha dichiarato il gruppo in una nota, «di aver potuto “combattere”, fianco a fianco, con meravigliose forze ambientaliste e civili». Ma i grillini puntualizzano anche come su 7.535 elettori montoriesi chiamati alle urne, solo 1.867 (24%) siano esplicitamente favorevoli alla costruzione dell'autodromo e alla «devastazione ambientale del territorio di San Mauro. L’amministrazione montoriese, pertanto, muterà la vocazione del nostro territorio, fondando la propria volontà politica sulla base delle scelte di solo un quarto della cittadinanza». E i Pentastellati rimarcano «alcune questioni annose, quali la mancanza di pubblico interesse dell’opera, la sonora bocciatura dell'Arta e la necessità di preservare la fauna protetta del luogo».

E anche il Wwf, a fianco del comitato del no, annuncia come la battaglia per bloccare la distruzione delle colline di San Mauro continuerà in tutte le sedi decisionali. «Nel corso della campagna referendaria», spiega, «sono state diffuse tante notizie fuorvianti. Il progetto non è stato ancora autorizzato e meno del 50% del territorio interessato è di proprietà della società. Il resto», prosegue il Wwf, «è ancora degli abitanti di San Mauro che hanno già dichiarato di essere intenzionati a resistere ad eventuali azioni di esproprio, essendo peraltro ancora tutto da dimostrare l’interesse pubblico dell’opera. Il vero confronto sull’autodromo, quindi, è solo all’inizio».

Catia Di Luigi

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