Automobilista morto per il guard-rail rotto Accuse alla Provincia
Sulla sp 47 di Cortino un uomo di 34 anni perse la vita finendo in un burrone: indagati due funzionari dell’ente
TERAMO. Il guard-rail era rotto e non garantiva alcuna protezione in quel tratto di strada che corre su una scarpata. E proprio in quel punto precipitò l’auto condotta da Antonio D’Ottavio, 34enne di Crognaleto, che perse la vita nell’incidente. Con lui viaggiava un’altra persona che riuscì a salvarsi, pur avendo riportato ferite piuttosto gravi. Per quel tragico incidente, avvenuto il 1° aprile 2013 sulla strada provinciale 47, nei pressi di Cortino, sono indagati due funzionari tecnici della Provincia.
Il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni ha chiuso le indagini mettendo sotto accusa i due dipendenti del settore viabilità della Provincia, ai quali imputa la mancata manutenzione del guard-rail, nonostante che la Provincia fosse stata messa al corrente della situazione di pericolo. In base alle indagini effettuate dalla procura, ci sarebbe una segnalazione che risale addirittura al 2007, in cui si avvisava il settore viabilità dell’ente che il guard-rail in quel punto della sp 47 era quasi del tutto divelto e non offriva più alcuna protezione.
In base alla testimonianza dell’uomo che viaggiava insieme alla vittima, la procura ha accertato che D’Ottavio stava guidando lentamente, anche perché in quel momento – era il tardo pomeriggio – pioveva piuttosto forte. Il conducente dell’auto, un fuoristrada Suzuki, aveva accostato per far passare alcune macchina che lo seguivano e facendo questa manovra una ruota era finita in un canaletto di fianco alla strada. Questo, probabilmente, gli aveva fatto perdere il controllo del mezzo e l’auto era finita contro il guard-rail, ma la barriera metallica, ridotta com’era, non aveva offerto alcuna resistenza La vettura era quindi precipitata nella scarpata sottostante causando la morte del conducente – sbalzato fuori dall’abitacolo e travolto dalla sua stessa auto – e il ferimento dell’altra persona a bordo.
La scarpata era così profonda e difficile da raggiungere che i soccorritori ebbero molte difficoltà nel portare aiuto al ferito, recuperare il corpo della vittima e successivamente la macchina. L’avviso di chiusura delle indagini firmato dalla procura lascia supporre che, se nel frattempo non interverranno fatti nuovi, tra breve ci potrebbe essere la richiesta di rinvio a giudizio dei due indagati.
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