Automotive, la sfida del rilancio: si punta su ricerca e formazione

Il tavolo regionale con istituzioni, sindacati, aziende e università fissa le strategie per battere la crisi Intesa sulla sede della facoltà di ingegneria meccanica in città. D’Alberto: firmato un patto importante
TERAMO . L’automotive abruzzese riparte da Teramo. Lo fa con il suo tavolo istituzionale regionale al quale la neo assessora alle attività produttive della Regione Tiziana Magnacca ha garantito da subito presenza, sostanza e continuità. Il sostegno a uno dei principali pilastri dell’economia abruzzese è il cuore del tavolo, che vede seduti assieme enti, istituzioni, organizzazioni sindacali e datoriali e università, alla luce delle difficoltà del settore e delle sfide che lo attendono con la transizione ecologica. Ieri per la prima volta, su sollecitazione della Fiom Cgil, il tavolo si è riunito a Teramo, al Parco della scienza. Un segnale importante per un territorio dove «l’automotive conta oltre 3.500 addetti, rappresentando una realtà economica di primaria importanza e che necessita di attenzione ed interventi mirati», spiega la segretaria della Fiom Cgil di Teramo Natascia Innamorati. E di segnale di vicinanza ai territori ha parlato la stessa assessora Magnacca: «Ripartiamo da Teramo con questo incontro; andremo anche nelle altre provincie, ma resta comunque un tavolo regionale».
LA MOBILITAZIONE
L’incontro di ieri ha visto la presenza di sindaci di comuni abruzzesi dove forte è la presenza di industrie dell’automotive, ma anche dei rappresentanti delle università di Chieti-Pescara e L’Aquila: il fattore ricerca e formazione, infatti, dovrà essere centrale nelle future strategie di sviluppo del settore. Elemento, questo, messo in rilievo anche all’interno del documento sottoscritto ieri da parti sociali e Regione Abruzzo relativo alla situazione teramana. Infatti, il tavolo regionale è stato proceduto da quello provinciale, già riunitosi nelle scorse settimane proprio con l’assessora Magnacca su volontà del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, di Fiom Cgil e Fim Cisl. Un’intesa messa nero su bianco che, nell’evidenziare le criticità del settore nel Teramano, indica i principali fattori sui quali intervenire per dare continuità e sviluppo all’automotive. Fra questi, l’attivazione di una sede distaccata della facoltà di ingegneria meccanica in città per rendere più prossimo il dialogo tra formazione, ricerca e occupazione. Nel documento, firmato da tutti gli attori del tavolo provinciale ad eccezione di Confindustria che era assente, si chiede inoltre il riconoscimento della provincia come area di crisi complessa; una efficace rete di trasporto pubblico e nuove infrastrutture nelle aree industriali; agevolazioni per le aziende che investono; asili nido nelle aree industrializzate con orari flessibili compatibili con i turni di chi lavora nelle fabbriche; occupazione stabile.
LE STRATEGIE
«La firma del documento da parte di tutti gli attori istituzionali è particolarmente importante ed evidenzia come ci sia la consapevolezza che se da un lato le politiche industriali devono guardare a una prospettiva ampia, che vada anche oltre i confini regionali, non si può non tenere conto delle peculiarità dei singoli territori», ha commentato il sindaco D’Alberto, ringraziando l’assessora Magnacca per la sensibilità e l’attenzione e sottolineando come il documento resterà aperto alla sottoscrizione anche di altri eventuali attori, a partire da Confindustria. Soddisfatti i sindacati: «Oggi inizia un nuovo percorso che deve condurci ad affrontare le sfide di questo tempo senza farci trovare impreparati, garantendo la tenuta e lo sviluppo del sistema dell’automotive, la tutela dei posti di lavoro e la buona occupazione», è stato il commento di Innamorati e Marco Boccanera della Fim Cisl.
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