Autorizzazioni ambientali Imprese contro Provincia
TERAMO. Imprese contro la Provincia in materia ambientale. «Ci chiedono una documentazione già esistente, che comporta costi ulteriori, tra l'altro non indifferenti», lamentano le prime. «La...
TERAMO. Imprese contro la Provincia in materia ambientale. «Ci chiedono una documentazione già esistente, che comporta costi ulteriori, tra l'altro non indifferenti», lamentano le prime. «La situazione è cambiata nel 2013 con l'introduzione de Testo unico ambientale», spiega la seconda.
C'è confusione in fatto di normativa ambientale e forse informazioni poco chiare da parte degli enti preposti: sei imprese del territorio si sono rivolte all'associazione dei consumatori Robin Hood denunciando di dover riprodurre per la Provincia documenti già consegnati alle autorità regionali, in precedenza competenti sul tema. In particolar modo per le aziende si tratterebbe di esibire nuovamente la certificazione per l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera. La documentazione richiesta avrebbe un costo che si aggirerebbe sui 2-3mila euro, poiché implicherebbe valutazioni tecniche da parte di periti. «Se si è verificato il passaggio di competenze tra Regione e Provincia, perché allo stesso modo non c'è stato il trasferimento dei documenti?», si chiedono le imprese. L'associazione Robin Hood, interpellata dalle aziende, invoca a soluzione del problema l'applicazione della legge Bassanini che introducevano tra l'altro la possibilità, per cittadini e imprese, di autocertificare il possesso dei requisiti richiesti. «Si eviterebbero doppioni e costi aggiuntivi», spiega Pasquale Di Ferdinando, presidente dell''associazione.
La risposta dall'ente di via Milli arriva attraverso il responsabile del servizio, Giacomo Di Giuseppe, che precisa: «Con l’entrata in vigore dell’Aua, l'autorizzazione unica ambientale, il rinnovo di anche un solo titolo autorizzatorio comporta una verifica su tutti i titoli necessari, come il nulla osta sulla valutazione di impatto acustico. Quindi, le aziende che avevano autorizzazioni precedenti l’entrata in vigore dell’Aua hanno dovuto acquisire anche le altre autorizzazioni, se mancanti». L’ente aggiunge che per tutti i titoli autorizzatori, rilasciati dalla Provincia, si può arrivare a spendere al massimo circa 500 euro. «I 2-3 mila euro ai quali fa riferimento Robin Hood, probabilmente, sono da imputare ai costi che le aziende hanno dovuto sostenere con i consulenti privati per le valutazioni ambientali. Ma è un adempimento che non può essere eluso: semplicemente chi aveva le vecchie autorizzazioni si è dovuto adeguare alle nuove norme». Uno sportello di informazione alle imprese probabilmente risolverebbe ogni dubbio e perplessità.
Emanuela Michini
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