«Avevo le agevolazioni e non lo sapevo»

4 Giugno 2016

Beffata un’anziana: la Asl non le comunica il riconoscimento dell’handicap, lei e i familiari perdono una serie di benefici

MONTORIO. «Avevo la 104, ma non lo sapevo». Ha inizio così l'amaro racconto di una disabile alla quale si sono dimenticati di comunicare l'accertamento dell'handicap. Lei ha 76 anni e soffre di maculopatia, una malattia progressiva che colpisce la zona centrale della retina e che costituisce una causa molto frequente di riduzione e perdita della visione centrale. Motivo per cui lo scorso anno, il 25 giugno, l'anziana inoltra la domanda di pensione e di riconoscimento dell'handicap. «Il 13 agosto del 2015», racconta il marito, «mia moglie viene chiamata a visita per l'accertamento dell'handicap (legge 104). E a settembre invece per la pensione, che le viene negata poiché non ritenuta ipovedente, come le viene comunicato a novembre con la copia del verbale della seduta». Ma per il riconoscimento della legge 104 l'anziana donna non riceve alcuna lettera.

«A gennaio di quest'anno», prosegue il racconto l'uomo, «per via dell'aggravamento dello stato di salute di mia moglie, ripeto entrambe le domande. Il 30 marzo veniamo convocati per la visita oculistica alla Asl per la pensione. Ma per l'handicap niente». A questo punto l'uomo si attiva per sapere il perché della mancata convocazione per la domanda dell'handicap. E così l'amara sorpresa. «Mi sento rispondere», dice l'uomo, «che a mia moglie è stato accertato l'handicap con situazione di gravità rivedibile tra 12 mesi. Ma io non ne sapevo nulla, poiché non avevamo ricevuto mai alcuna comunicazione. Un dirigente medico dell'Inps, che davvero ringrazio, si è mobilitato immediatamente, andando oltre il proprio dovere, per avere tutto il carteggio. E così il 31 maggio finalmente ricevo la raccomandata con la copia di questo verbale». A poco più di due mesi dalla rivedibilità dell'accertamento dell'handicap arriva dunque la notifica. L'uomo si reca così nell'ufficio per le relazioni con il pubblico della Asl per denunciare il disservizio. La risposta: «Si rivolga a un avvocato».

«Ma non è così», aggiunge il marito della disabile, «i problemi non si risolvono con gli avvocati, ma facendo il proprio dovere. Se avessi ricevuto lo scorso anno quella lettera, avrei avuto delle agevolazioni. Per esempio ho acquistato una nuova macchina due mesi fa, non avrei pagato l'Iva al 22% ma al 4% con un risparmio di circa 2.500 euro. Non avrei pagato il bollo, avrei avuto il contrassegno per l'automobile e mia figlia, che avrebbe potuto usufruire della 104 sul lavoro, non sarebbe stata trasferita da Teramo. Ecco, come cittadini abbiamo subito un torto».

Catia Di Luigi

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