Avi Coop, sciopera il 90 per cento

29 Giugno 2019

Controguerra, i lavoratori protestano contro il nulla di fatto nelle trattative

CONTROGUERRA. Il primo dei due giorni di sciopero all’Avi Coop di Controguerra ha sfiorato un’adesione del 90 per cento. Ieri fin dalle cinque di mattina i lavoratori dell’azienda del gruppo Amadori, quasi tutte donne, si sono alternati davanti allo stabilimento per protestare contro il nulla di fatto nella trattativa con l’azienda su carichi e ritmi di lavori. Una trattativa che si protrae da 8 mesi ma che fino ad oggi non ha portato a nessun accordo.«Abbiamo proclamato lo sciopero a fronte dello stallo di una trattativa che dura ormai da 8 mesi», sottolinea Franco Di Ventura, della Flai Cgil, «Avevamo già fatto un altro sciopero a novembre, con la protesta motivata dalle condizioni di lavoro dei dipendenti». All’Avi Coop di Controguerra sono impiegati circa 210 lavoratori di cui solo una decina con contratto a tempo indeterminato. «Nel corso degli anni si è registrata un’altissima percentuale di malattie professionali, di gran lunga superiore alla media», continua Di Ventura, «E questa è una delle questioni sul tavolo. C’è poi l’aspetto relativo alle pause, con l’azienda che durante la trattativa ne ha proposte 6 da 8 minuti, tutte fuori dall’orario di lavoro».
A queste questioni si è aggiunta ultimamente anche la diminuzione delle giornate di lavoro. «A parte i dieci contratti a tempo determinato gli altri sono tutti contratti annuali con 156 giornate di lavoro annue», incalza Di Ventura, «Ma se prima si lavoravano 15-16 giornate al mese, adesso si arriva a farne 8». Gli investimenti effettuati dal gruppo a Cesena e Mosciano avrebbero infatti comportato lo spostamento nei due siti di parte del lavoro svolto a Controguerra. «A fronte dei 36 milioni di nuovi investimenti annunciati dal gruppo sul sito di Mosciano da qui al 2021», conclude Di Ventura, «abbiamo chiesto quali investimenti siano previsti a Controguerra e di spostare qui, eventualmente, altre lavorazioni. In ogni caso, visto che a Mosciano stanno assumendo, l’azienda potrebbe spostare lì parte del personale impiegato a Controguerra». Richieste che saranno ribadite nel corso dell’incontro del 3 luglio convocato dalla Regione e alla quale parteciperà anche il Comune. I due giorni di sciopero sono stati proclamati unitariamente da Flai Cgi, Uila Uil, rappresentata da Delfino Coccia e Fai Cisl rappresentata da Alessandro Collevecchio.(a.m.)
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