Azienda disastrata può ripartire

Quasi 150mila euro a un allevatore per ricomprare le attrezzature
CASTELLI. Avrà 148.496,25 euro dallo Stato per l’acquisto di macchinari, attrezzature e scorte. È questa la somma stanziata, con decreto di venerdì scorso, dall’Ufficio speciale per la ricostruzione di Teramo a favore dell’azienda agricola Di Gennaro Arnaldo di Befaro di Castelli. È una buona notizia nell’ambito della ricostruzione post-sisma, che in generale fatica a ingranare, ma che nel caso di Arnaldo Di Gennaro è stata veloce e risolutiva. L’azienda agricola castellana, infatti, ha già ricevuto nel novembre scorso lo stanziamento di 854.096,80 euro, il primo di questo tipo sul nostro territorio, per la demolizione e ricostruzione della stalla di mille metri quadrati crollata il 18 gennaio 2017 sotto il peso della neve e l’impatto delle scosse del terremoto. E già sono partiti i lavori di ricostruzione dell’edificio danneggiato, restituendo la speranza ad Arnaldo che non ha fatto richiesta di una tensostruttura, ma da sempre ha portato avanti la battaglia per riavere il suo bovile in cemento.
La sua storia era approdata addirittura su “Striscia la notizia” perché per liberare i 130 capi di bestiame intrappolati sotto i pali d’acciaio piegati erano dovuti intervenire i vigili del fuoco con mezzi speciali per lo smontaggio della copertura crollata. Sedici capi erano deceduti, ma grazie all’Unità di crisi per l’emergenza zootecnica le mucche rimaste avevano trovato ricovero in un bovile in disuso a Cesi di Castiglione di Messer Raimondo, dove ancora sono sistemate.
«Con questo nuovo contributo posso finalmente ricomprare le attrezzature per la mungitura e per la pulizia della stalla che sono state completamente distrutte nel crollo e che non avrei potuto riacquistare», racconta Arnaldo, «è un’altra bella notizia perchè le perdite economiche sono state tante in questo anno. E per fortuna sono anche iniziati i lavori per la realizzazione della nuova stalla. Abbiamo già terminato la platea in cemento e, se le condizioni meteo ce lo permetteranno, in altri tre-quattro mesi sarà tutto pronto e ancora non mi sembra vero. Inizio a vedere le cose con positività e a riprendere coraggio. Ogni giorno percorro cento chilometri», conclude, «tra andata e ritorno per andare dalle mie mucche e non ce la faccio più. Non vedo l’ora che tornino a casa, nella nuova stalla e con le nuove attrezzature».
Adele Di Feliciantonio
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