Azienda scarica inquinanti nel Vibrata

11 Novembre 2018

Nereto, Finanza e guardia costiera sequestrano una lavanderia industriale gestita da un cinese

NERETO. Nel fosso Carpineto a Nereto finivano acque reflue di lavorazione senza essere depurate e le analisi Arta, quasi certamente, confermeranno l’elevata tossicità, per flora e fauna, degli sversamenti provenienti da una lavanderia gestita da cinesi. La guardia di finanza della locale tenenza in collaborazione con la guardia costiera di Giulianova ha messo i sigilli all’opificio situato nella zona produttiva di Nereto. Dal Carpineto, l’acqua inquinata finiva dritta nel torrente Vibrata essendo il fossato un affluente e da qui al mare.
A rischio, manco a dirlo, l’acqua per uso irriguo attraverso la captazione delle acque sotterranee prossime al torrente che finiscono così nelle coltivazioni. Il titolare dell’azienda, di nazionalità cinese, è stato denunciato. Alla polizia giudiziaria è bastato guardare all’interno dell’azienda per rendersi conto della situazione. Durante il blitz, scattato giovedì mattina, le forze dell’ordine hanno trovato otto operai a lavoro. Il sopralluogo è stato insieme alla Asl di Teramo e ai funzionari della direzione territoriale del lavoro per accertare la posizione lavorativa e di sicurezza sui luoghi di lavoro del personale. Accertamenti saranno estesi anche agli aspetti fiscali e commerciali. Gli ulteriori risvolti penali sono ancora da sviluppare. Infatti, ognuno per le proprie competenze, gli organi intervenuti valuteranno se ci siano gli estremi di una serie di sanzioni amministrative per decine di migliaia di euro oppure penali. L’azienda sarebbe una start up sorta nel 2017, subentrata ad un’altra azienda dello stesso settore. Ci si domanda, allora, se gli sversamenti fossero già in atto nei mesi precedenti e, se così fosse, quanta acqua putrida sia già finita nel fosso Carpineto e da qui al torrente Vibrata. Opificio, attrezzature, capi di abbigliamento sono stati sequestrati ed il titolare denunciato alla Procura.
Il caso dell’opificio di Nereto rievoca un episodio simile, guarda caso a poca distanza dall’azienda incriminata. A febbraio del 2016 due aziende, finite sotto inchiesta per lo sversamento di acqua non trattata, altamente tossica per l’ecosistema fluviale, e scaricata nel Vibrata abusivamente, vennero chiuse sempre a Nereto. Inquinamento ambientale e impiego di manodopera irregolare furono i reati contestati all’epoca. I controlli furono effettuati dal comando provinciale della guardia di finanza di Teramo, dalla capitaneria di porto di Giulianova e dalla tenenza di Nereto nel corso di un’operazione congiunta scattata in due lavanderie industriali specializzate nella lavorazione e nel trattamento chimico di capi di abbigliamento i cui titolari cinesi vennero denunciati.
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