Aziende a rischio Il giudice al Comune «Riaprite la strada»

Il tribunale accoglie il ricorso di due imprenditori agricoli isolati da mesi per una frana nella zona di Villa Torre
TERAMO. Da mesi la strada è chiusa, bloccata da una frana e da anni di scarsa manutenzione. L’unico argine contro l’isolamento per i residenti di Villa Torre di Rocciano, alle porte di Teramo, è un vecchio ponte lungo una via brecciata. Ma impossibile da percorrere a mezzi pesanti con più di 10 tonnellate. Quindi niente mangimi per gli animali, niente rifornimento di gpl con il rischio concreto di chiusura per alcune aziende agricole della zona. Almeno fino a qualche giorno fa quando il giudice civile Francesca Avancini ha ordinato al Comune, con tanto di provvedimento, di mettere in sicurezza e riaprire la strada comunale che porta a Mezzanotte. Lo ha fatto accogliendo il ricorso di due imprenditori agricoli assistiti dall’avvocato Luigi Di Liberatore. Scrive il giudice nell’ordinanza: «C’è il pericolo, grave ed attuale, di una irreparabile chiusura delle aziende a causa della sospensione delle forniture di materie prime e degli approvvigionamenti di Gpl dovuta all’impossibilità per gli automezzi aventi peso superiore a 10 tonnellate di accedere alle stesse. La sospensione delle suddette forniture costituisce una conseguenza immediata e diretta del mancato ripristino da parte dell’ente proprietario tenuto alla manutenzione e conservazione della strada comunale». E per questo il magistrato «ordina al Comune di Teramo di adottare le misure necessarie per il ripristino della strada comunale che conduce alla contrada Mezzanotte, ovvero, in alternativa, di rendere percorribile in condizioni di sicurezza anche ad automezzi aventi massa superiore a dieci tonnellate mediante l’adozione di idonee opere di consolidamento e/o ampliamento la strada attualmente in uso per raggiungere la suddetta contrada Mezzanotte».
Va detto che nelle scorse settimane i residenti avevano individuato una soluzione per rendere quanto meno più agevole e sicuro il collegamento. Si tratta dell’allestimento di un guado, simile a quello aperto in contrada Carapollo, che sopporterebbe un tonnellaggio superiore a quello del vecchio ponte e almeno risolverebbe i problemi dell’azienda agricola. «Tramite il genio civile abbiamo anche individuato i 180mila euro necessari a realizzarlo», avevano detto i cittadini della zona, «ma il Comune ha bloccato l’intervento». L’ufficio tecnico dell’ente, in particolare, avrebbe dato parere negativo all’opera, per problemi relativi alla sicurezza, impedendone di fatto la realizzazione. Ora il Comune, così come disposto da un giudice, dovrà sistemare la strada per contrada Mezzanotte.
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