Aziende crollate per neve e sisma Dopo tre anni niente risarcimenti

29 Luglio 2019

La protesta di un gruppo di allevatori del Teramano danneggiati dalle emergenze del gennaio 2017 «Siamo ripartiti pagando i danni con i nostri soldi, ma dalla Regione ancora nessuna risposta»

TERAMO. È una storia che lascia amarezza e incredulità quella che ha per protagonisti alcuni imprenditori agricoli del Teramano le cui aziende sono state danneggiate dal terremoto e dall’emergenza neve del gennaio 2017. A farsi portavoce di quanto sta accadendo è Donatella Spinozzi, dell’azienda agricola Domenico D’Alesio di Cermignano la quale racconta un percorso tortuoso e complesso che ha visto la sua azienda e quella di altri imprenditori del comuni limitrofi trovarsi in una situazione di stallo e attesa con il rischio, sempre più concreto, di non vedere alcun risarcimento pur avendone diritto.
Nel gennaio 2017, sotto tre metri di neve, la sua azienda ha subito danni enormi: una stalla è andata distrutta ed è stato disposto lo sfratto del bestiame; il capannone adibito a fienile è crollato, in un’altra stalla ci sono stati degli avvallamenti e per sistemarla sono stati fatti eseguire dei lavori che i titolari dell’azienda agricola hanno pagato a loro spese. A questo si aggiunge il mancato guadagno legato al latte non consegnato per oltre 10 giorni in quel terribile mese. «Con il supporto del sindacato», spiega Spinozzi, « abbiamo presentato regolare domanda di risarcimento danni nei termini previsti dalla legge, ovvero entro la fine di aprile 2017. Poi è stata aperta un’altra finestra per integrazioni alla domanda e c’era da attendere la fase istruttoria che avrebbe visto la pratica passare dalla Regione all’Agea, l’agenzia erogazioni per l’agricoltura. Sono passati anni e della nostra domanda non si sa niente: ci sono imprese che hanno avuto risarcimenti anche molto tempo fa e noi che continuiamo a chiedere per capire a che punto sia la nostra domanda e che non troviamo risposte». Molti altri sono gli allevatori nelle stesse condizioni. «Sono cambiati i referenti dopo le elezioni regionali», prosegue Spinozzi, « e nessuno è in grado di darci informazioni, né a me né ad altre aziende che hanno il nostro stesso problema. Se la pratica è stata rigettata serve una motivazione, se approvata vogliamo capire i tempi, ma il silenzio non è accettabile. Chiediamo di poter capire a che punto si trovi la nostra pratica continuando a sperare di avere il ristoro economico che meritiamo, visti i danni e le conseguenti spese sostenute. L’assessore regionale all’agricoltura, Emanuele Imprudente, in un recente incontro a Teramo ha lasciato intendere che quei soldi non li vedremo e, nel caso saranno erogati sotto altra forma e tra molto tempo. Qualcuno ci consiglia di agire per vie legali contro la Regione ma in questo modo dovremmo spendere anche i soldi per un avvocato. Siamo amareggiati, delusi e molto provati da questa vicenda».
©RIPRODUZIONE RISERVATA