Azione lancia la sfida elettorale: «Vogliamo ascoltare i cittadini»

Il partito si presenta con il suo nuovo gruppo dirigente comunale: Libera D’Amelio è la coordinatrice «Lavoriamo al programma prima che sulle candidature, chi condivide le stesse priorità è ben accetto»
TORTORETO. Azione parte dalla base: i cittadini. Sono loro il punto di inizio del percorso che il partito di Carlo Calenda vuole intraprendere per arrivare alle prossime comunali. In solitaria o in cordata non si sa ancora e questo particolare, tutto sommato, ad oggi nemmeno interessa ai fondatori di Azione a Tortoreto.
Turismo, commercio, scuola e sport sono le piattaforme di discussione su cui, nelle prossime settimane, i calendiani cercheranno il confronto prima di tutto con gli elettori e poi con partiti e movimenti che si affacciano sulla scena politica in vista del rinnovo del consiglio comunale. Insomma, Azione non mostra preclusioni, non sposa cause di appartenenza e non intende stilare pagelle. Men che meno nei confronti dell’amministrazione Piccioni. A benedire la nascita del partito è stato il coordinatore regionale Giulio Cesare Sottanelli con cui opereranno la coordinatrice locale Libera D’Amelio e un direttivo fatto di volti nuovi e non, come Paolo Facibeni, Cristiana Di Giovanni, Antonio Lupi, già vice sindaco nella giunta Lombi, Luca Palanca, Girolamo D’Alessandro, Lorenzo Maria Romagnoli, Mara Gianforte, Mariangela D’Amelio, Walter Tosetto e Walter Romagnoli.
Nelle parole tanto di D’Amelio quanto di Sottanelli non si indica questo o quel candidato sindaco né che debba indicarlo per forza Azione. Il partito presenterà un programma concreto, diretto, a misura di Tortoreto «e chi vorrà riconoscere queste esigenze e priorità sarà ben accetto», sottolinea Sottanelli. Dal canto suo, D’Amelio guarda ad una Tortoreto a cui non va cambiato nulla. «Semmai dobbiamo implementare, migliorare quello che di buono c’è ed è stato fatto con il contributo di tutti», spiega, «partendo dai cittadini che sono la base d’ascolto e dagli operatori che sono l’economia del territorio, senza escludere l’associazionismo». Insomma, sarà un programma da scrivere a più mani sulla linea tracciata da Azione e seguendo il modello che Calenda ha proposto alla Capitale quando, da candidato sindaco, ha girato ogni angolo di Roma. Così farà il suo partito anche a Tortoreto.
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