Baccanale, striscione degli ex dipendenti

Affisso nella notte davanti al locale chiuso per reclamare gli arretrati. A breve l’assemblea dei soci
TERAMO. Uno striscione, affisso nella notte sull’elegante gazebo del Baccanale. «Dott. Randi fuori i nostri soldi», questo il testo, scritto probabilmente da qualcuno fra gli ex dipendenti del bar-ristorante-panetteria che ha chiuso a sorpresa il 18 febbraio scorso.
Il locale di viale Mazzini aperto nel novembre del 2013, fa capo a tre soci: l’amministratore unico è Giuseppe Paterna, oltre a Bruno Randi e ad Adriano De Remigis. Quest’ultimo già dall’agosto scorso si è chiamato fuori dalla gestione del locale, sebbene una sua società detenga ancora le quote. Ma più recentemente anche fra gli altri due soci sono sorte delle divergenze, tanto che a un’assemblea a metà febbraio in cui si sarebbe dovuto decidere se ricapitalizzare l’attività non si sono presentati nè Randi nè tantomeno De Remigis.
Da qui la decisione di chiudere. Anche se ufficialmente lo stop è “per lavori”. Ma alla quindicina di dipendenti superstiti – originariamente erano 23, ma c’è stata una fuoriuscita in concomitanza del passo indietro di De Remigis e poi successivamente – sono rimasti con alcuni stipendi arretrati. «Esiste una mancanza di liquidità», dichiara brevemente Paterna, «la prossima settimana faremo il punto in una riunione: abbiamo delle proposte e ci muoveremo di conseguenza». Secondo Paterna «il gesto della scorsa notte «non è commentabile, i toni dovrebbero essere tranquilli». Paterna infine non dà cifre, ma assicura che gli stipendi arretrati non arrivano a quattro mesi.
Chiamato direttamente in causa dallo striscione, Bruno Randi è stato avvisato ieri mattina presto: ha chiamato subito i carabinieri e poi l’ha fatto rimuovere. «Non so chi sia stato, ma certo qualcuno che si diverte a mettermi in cattiva luce: siamo tre soci e io non sono l’amministratore», dichiara piuttosto contrariato, «io in realtà quel locale non l’ho mai gestito. Non so quali ritardi ci siano nel pagamento degli stipendi, tempo fa mi dissero che quello di novembre è stato pagato, poi non ho saputo più nulla. Comunque sia, mi dispiace che il Baccanale sia chiuso: stiamo cercando di trovare una soluzione per farlo riaprire. Spero vivamente che accada». (a.f.)
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