Badia celestiniana, via alla gara per il miglioramento sismico

20 Ottobre 2024

L’abbazia del Cinquecento è inagibile dal terremoto del 2016, poi i lavori di recupero sono slittati per i contenziosi sulla proprietà del bene tra Asl e Comune. Un accordo ha sbloccato l’intervento

CORROPOLI. È stata avviata la procedura di gara, attraverso la centrale unica di committenza, per individuare la ditta che realizzerà i lavori di miglioramento sismico della Badia di Mejulano a Corropoli. Dopo anni, e una lunga burocrazia condita da contenziosi, polemiche politiche e parcelle legali, il cinquecentesco monastero celestiniano potrà essere messo in sicurezza con una spesa di circa 700mila euro dopo le lesioni subite nel sisma del 2016: evento a seguito del quale venne anche sgomberato il liceo aeronautico, poi definitivamente chiuso. Prima della fine dell’anno i lavori saranno aggiudicati.
Corropoli e i corropolesi sentono la badia come bene monumentale proprio nonostante la giustizia ne abbia accertato la proprietà in capo alla Asl di Teramo. Nel 2021 il giudice del tribunale civile di Teramo, Silvia Fanesi, pose fine alla lunga diatriba sulla proprietà dell’abbazia di Mejulano. Nella causa promossa dalla Asl di Teramo contro il Comune, dunque, la spuntò la prima. La causa era stata incardinata nel 2013. Il monastero benedettino era stato preventorio antitubercolare e, quindi, di proprietà del Consorzio provinciale antitubercolare. Negli anni Settanta, con la soppressione per legge delle mutue, per cui era previsto il passaggio di proprietà alle nascenti unità locali socio sanitarie, la badia passò alla gestione del Comune di Corropoli in attesa che le Ulss acquisissero personalità giuridica. Negli anni il Comune ha fatto investimenti sul bene per quasi 900mila euro: fondi a cui, più recentemente, si sono aggiunti i soldi degli sms post sisma e poi quelli del bando “Sport e periferie” del ministero. Tanto che, nella causa, l’ente locale non solo chiese al giudice di confermare la proprietà, ma in subordine di ottenere il saldo degli investimenti dalla Asl oltre a interessi e rivalutazione. Richieste tutte respinte. Il Comune perse anche in secondo grado, rinunciando alla Cassazione. Con la Asl, poi, venne trovato un accordo che metterà in condizione l’ente di continuare a gestire la struttura in comodato occupandosi, quindi, anche delle procedure per il suo risanamento e messa in sicurezza.
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