Balconi ancora chiusi Inquilini bloccati nelle palazzine Ater

27 Luglio 2024

Conclusi i lavori di messa in sicurezza, ma manca l’agibilità Scatta la protesta: «Un’altra estate senza poter uscire» 

GIULIANOVA. I lavori nelle sei palazzine Ater di via Brodolini sono ormai conclusi, il cantiere è stato smantellato una settimana fa, ma i balconi, messi in sicurezza, non hanno ancora l’agibilità. Gli inquilini, dunque, rischiano anche ad agosto di non poter uscire e prendere un po’ d’aria. È la situazione segnalata da molti residenti e testimoniata anche dall’ordinanza, affissa sul muro di uno degli edifici che conferma il «divieto di accedere ai balconi» che di protrae ormai da febbraio 2023.
«La scorsa estate non abbiamo potuto accedere ai nostri balconi perché mancava la messa in sicurezza», spiegano gli inquilini, «i lavori sono stati realizzati, ma siamo ancora costretti ad aspettare collaudo e agibilità: non ce la facciamo più». Sulla facciata di una delle sei palazzine inoltre è appeso da qualche giorno uno striscione con cui i cittadini esprimono la loro solidarietà agli inquilini delle palazzine di Scampia, dove ci sono stati crolli. “Da via Brodolini a Scampia, la vostra incuria e negligenza, le nostre vite in gioco. Vicini alla popolazione di Scampia» è il messaggio impresso sullo striscione. Nelle palazzine di via Brodolini sono stati realizzati i lavori sui balconi e per la sostituzione dei cappotti alle entrate, ma restano criticità. Nell’edificio numero 9, un inquilino disabile da anni chiede la realizzazione di uno scivolo all’ingresso, che gli permetterebbe di uscire dal palazzo autonomamente. I residenti poi ricordano anche i problemi dei tetti delle palazzine per l’abbandono dei pannelli fotovoltaici, installati nel 2014 ma mai attivati. «Era stato fatto tutto l’impianto, che avrebbe dovuto alimentare dal punto di vista energetico tutte le palazzine», precisano i cittadini, «con un notevole risparmio anche per l’Ater. Purtroppo, però, i pannelli sono lì, sui tetti, abbandonati e ci sono anche dei problemi di infiltrazioni d’acqua negli ultimi piani». La situazione critica delle sei palazzine è stata portata alla luce a maggio 2023 grazie a un’assemblea pubblica nel cortile del caseggiato organizzata dal gruppo anarchico Campetto Occupato, alla quale poi è seguito anche un consiglio comunale.
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