Balneatori, niente raccolta “fai da te”

Il Comune boccia la proposta. Assemblea per trovare un accordo sulla tariffa puntuale: si paga solo per i rifiuti prodotti
GIULIANOVA. I balneatori sono pronti in collaborazione con il Comune a sperimentare la tariffa puntuale, cioè il pagamento della Tari in base ai rifiuti effettivamente prodotti.
Di questo si parlerà domani alle 17,30 in Comune in una riunione a cui parteciperanno gli amministratori e Gianni Flagnani, il presidente del Coba, il consorzio dei balneatori nato con l’idea di affidarsi a un gestore privato per la raccolta differenziata. I balneatori si sono già riuniti la scorsa settimana e sono andati avanti con la loro tabella di marcia, esaminando le tariffe proposte da diversi gestori privati.
La loro idea, seguendo anche l’esempio di alcuni balneatori campani, è quella di staccarsi dalla raccolta differenziata comunale e affidarsi a una ditta esterna: in questo modo, continuando comunque a pagare la quota fissa prevista dalla Tari che comprende la pulizia delle strade, risparmierebbero non poco sulla parte variabile riferita alla raccolta differenziata. Il sindaco Francesco Mastromauro e l’assessore al bilancio Katia Verdecchia hanno però fatto sapere che il Comune di Giulianova, in virtù di una delibera di giunta del 2012, si è riservato l’utilizzo della raccolta per tutta la città e non è possibile, per i privati, rivolgersi ad altre ditte. Sindaco e assessore, inoltre, avevano spiegato che l’unica possibilità era quella di iniziare un periodo di sperimentazione sulla tariffa puntuale, che dovrebbe durare un anno. «Se riuscissimo ad accordarci con il Comune», ha commentato Flagnani, «per noi andrebbe bene. Bisogna però vedere cosa si intende per “tariffa puntuale” e quali sono le condizioni che ci propongono. D’altronde, il Comune ha stipulato un contratto con la Team che prevede una somma fissa da versare, circa 6milioni l’anno». Con la tariffa puntuale, ha spiegato il presidente Coba, non si raggiungerebbero mai quelle cifre astronomiche (ad alcuni balneatori sono arrivare bollette Tari da 28mila euro), pur garantendo la quota fissa al Comune. «Le cifre sono improponibili», ha continuato Flagnani, «come posso io produrre 13mila euro di immondizia in 4 mesi? Se l’accordo si farà, noi ci impegneremo a produrre il meno possibile di indifferenziato».
I balneatori hanno avuto moltissime difficoltà con le ultime bollette Tari e, infatti, hanno presentato una lettera in autotutela dichiarando di essere impossibilitati a pagare, visto che gli stabilimenti lavorano nei 4 mesi d’estate e che ora, essendo le attività chiuse, non incassano. Flagnani chiarisce che, per il momento, ancora nulla è stato deciso. In ogni modo, però, il presidente ha ribadito che, anche sulla scorta dei loro colleghi campani con i quali sono in costante contatto, «le normative europee ci consentono di rivolgerci a un gestore privato. E, comunque, se non conferissimo più al Comune, non dovremmo pagare all’Ente, o meglio, dovemmo pagare solo la quota fissa». Amministrazione e balneatori, dunque, sono disposti a trovare un accordo.
Margherita Totaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA

