Balneatori, ricorsi contro la Tari

7 Gennaio 2016

Oggi assemblea della categoria. Scilli: «Difficile dialogare con il Comune»

GIULIANOVA. «Dialogare con questa amministrazione non è semplice. Dopo l’ultimo incontro avuto con gli assessori Verdecchia e Ruffini, poco prima di Natale, agli operatori associati sono arrivate le raccomandate con avviso di mora per il pagamento della Tari 2014. È come se avessi parlato al vento». Domizio Scilli, responsabile del Sib, il più grande sindacato dei balneatori di Giulianova, pare rassegnato di fronte all’atteggiamento del Comune che, a suo giudizio, sembra essere cieco e sordo di fronte alle istanze della categoria. «Le tasse le dobbiamo pagare tutti», continua Scilli, «ma è sacrosanto il diritto di tutti di poter pagare il dovuto secondo i parametri fissati dalle leggi nazionali. E poi mandare un avviso di mora nel periodo di Natale sembra davvero una mancanza assoluta di considerazione».

E sul nodo della Tari, Scilli ha convocato una riunione con tutti gli associati per oggi alle 15 al lido Portofino. «Ci sono da concordare le modalità di intervento nei confronti del Comune e poi dobbiamo risolvere nel migliore dei modi questa vicenda per evitare che le imprese siano costrette a pagare anche la mora del 30%». Dai segnali raccolti in questi giorni sembra che molti operatori chiederanno la sospensiva per ottenere il pagamento dilazionato della somma richiesta, una mossa che dovrebbe bloccare l’iter avviato con l’invio della raccomandata e permettere ai contribuenti di evitare l’aggravio della mora. Ma non sono pochi quelli che potrebbero optare per il ricorso alla commissione tributaria, bloccando così il pagamento del dovuto.

«Ci sono molti errori di valutazione nelle cartelle inviate dal Comune», sostiene Scilli, «errori che abbiamo segnalato in molte occasioni. Ad esempio ancora oggi il calcolo delle quantità di rifiuti prodotti si basa su un calcolo provvisorio di una tabella del 1999 che il Comune non ha mai provveduto ad aggiornare. Secondo quella tabella ogni concessione produce 3,80 kg di rifiuti per ogni metro quadro. È evidente che si tratta di una quantità spropositata senza contare che in molti casi il calcolo del dovuto non tiene conto delle aree di concessione dove non è possibile applicare la Tari». Incongruenze già segnalate in passato dal Coba, il consorzio dei balneatori, che proprio per superare questi ostacoli ha deciso di promuovere la raccolta autonoma dei rifiuti, dimostrando che le quantità di differenziata prodotta sono assai inferiori di quelle presunte dal Comune.

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