Balneatori, ripartenza senza certezze

Cichella: «Solo promesse sui ripascimenti». Leonzio: «Non ho spazio per gli ombrelloni». Pavone: «Il Comune tagli le tasse»
PINETO. C’è incertezza totale su quella che sarà la stagione balneare di Pineto. Si intrecciano tre problemi: quello più allarmante è la mancanza di spiaggia sulla costa nord a causa dell’erosione che in più punti non permette di issare più di due file di ombrelloni, a ciò si aggiungono di riflesso i ritardi nei lavori di sistemazione dei lidi e la confusione sulle norme per i distanziamenti. Franco Bosica dell’associazione balneatori “Adico” di Villa Ardente e titolare del lido “La Tartana” mentre è intento a sistemare il suo lido dichiara: «Da parte nostra c’è tutta la buona volontà di ripartire, le file di ombrelloni saranno di meno, c’è incertezza sul ripascimento che sembra non verrà fatto qui da noi, come ogni anno ci rimbocchiamo le maniche per ripartire ma non abbiamo alcuna certezza di come andranno le cose. Poi se verrà un'altra mareggiata siamo fritti».
Sulla stessa scia Gianni Cichella, titolare del lido San Marco, che afferma: «Le ultime riunioni con le istituzioni per sapere se potevamo contare su più sabbia non ci hanno dato alcuna certezza, solo promesse. Siamo a fine maggio e siamo in alto mare. Dal canto mio cercherò di ripartire il primo giugno, quando inizierò a mettere le prime file di ombrelloni e a riaprire il bar per i primi avventori. Abbiamo avuto al momento solo le prenotazioni dei vecchi clienti. Molti che vengono dalla Lombardia hanno riconfermato le case ma attendono di poter uscire dai confini secondo quelle che saranno le disposizioni. Ci saranno riduzioni del 30% degli ombrelloni, a settembre spero si ricominci a parlare delle scogliere antierosione».
Più a nord c’è il titolare dell’hotel Ambasciatori Roberto Leonzio che quest’anno può contare su un lembo di costa molto ridotto a causa delle mareggiate che hanno distrutto anche parte della pista ciclabile. «Siamo nella piena incertezza», dice, «abbiamo a disposizione solo una fila d’ombrelloni. Non so se converrà». Il presidente dei balneatori di Pineto centro Mauro Pavone, titolare del lido “Miramare”, in sella al suo trattorino da giorni setaccia e risetaccia il litorale con la speranza che si possa cominciare a mettere qualche fila di ombrellone. Pavone punta il dito sulle istituzioni e dice: «Qui se non ci aiuta il Comune con l’alleggerimento delle tasse come la Tari, e quelle sul demanio, non ne usciamo fuori. Da parte nostra ce la stiamo mettendo tutta a rispettare il distanziamento tra le varie postazioni. Invece di 10 metri quadri noi arriviamo a 12 per dare più comfort e sicurezza ai nostri clienti. La percentuale di perdita degli ombrelloni è di circa il 40%».
Maria Tecco del lido “Donna Italia” a Pineto sud aggiunge: «Al momento le prenotazioni sono ferme, attendiamo come va nei prossimi giorni, noi faremo stare i nostri clienti molto più larghi dello stabilito, i controlli saranno tanti e speriamo ci siano le condizioni per ripartire».
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