Balneatori, via all’autogestione dei rifiuti

31 Marzo 2015

Da domani li faranno raccogliere da una ditta privata e all’amministrazione pagheranno solo il 27% della Tari

GIULIANOVA. A Giulianova sembra iniziata l’era dell’autodeterminazione fiscale, almeno per quanto riguarda i rifiuti. I balneatori, costituitisi nel consorzio Coba, da domani conferiranno i rifiuti alla ditta privata A.M.Consorzio di Pineto e non alla Team, il nuovo gestore unico comunale che subentrerà appunto il primo aprile. La conferma delle intenzioni dei titolari degli chalet aderenti al consorzio (40 su 52) è arrivata ieri nel corso di una conferenza stampa, a cui erano presenti il presidente e i due vicepresidenti del Coba, Gianni Flagnani, Morgan Di Concetto e Giovanni Tafà, e il segretario Gabriele Albani.

Spiegando che i balneatori continueranno a pagare la quota fissa della Tari (circa il 27% che comprende la pulizia delle strade, delle spiagge, del verde pubblico e altri servizi alla città), il segretario ha iniziato dicendo che gli stabilimenti pagheranno la restante parte variabile (73%) alla ditta di Pineto i cui operatori peseranno e controlleranno i rifiuti prima di rimuoverli. «In bolletta», ha continuato Albani, «verranno detratti, a tonnellata, 130 euro per la plastica, 10 euro per il vetro, 80 per l’alluminio e 30 per la carta. Il nostro obiettivo è portare la raccolta differenziata all’80% e, per fare questo, i titolari assumeranno personale che, a fine giornata, separerà i rifiuti non differenziati prodotti in spiaggia». Alla fine di questo primo anno, si potranno applicare tariffe puntuali (ossia il pagamento in base ai rifiuti realmente prodotti), diverse per ogni stabilimento, sulla base dei risultati del 2014. Ogni mese il Coba pubblicherà i dati e anche quanto risparmiato rispetto al conferimento comunale. Assicurando poi che i balneatori non hanno in alcun modo inteso sfidare l’amministrazione ma che, anzi, forniranno i dati della raccolta anche al Comune, in vista dell’attuazione della tariffa puntuale, prevista per legge, dal 2016, a tutta la città. Il rischio, adesso, è che, se il progetto funzionasse, anche altre categorie di commercianti e cittadini potrebbero rivolgersi a un gestore privato per pagare meno. «Il Coba», ha spiegato Albani, «è stato strutturato per accogliere solo i balneatori, che hanno esigenze simili, ma nulla vieta ad altre categorie di associarsi e intraprendere il nostro stesso percorso. In tal caso saremo lieti di fornire loro la documentazione».

Il Comune aveva proposto ai balneatori un anno di sperimentazione, al termine del quale, bilancio permettendo, questi avrebbero avuto uno sgravio dal 20 al 40%. «Una proposta troppo aleatoria», hanno sottolineato Flagnani e Di Concetto, «che abbiamo respinto». Il Coba è anche convinto che, in base a sentenze recenti della Cassazione, sia possibile per i cittadini rivolgersi a un gestore privato. Il progetto sarà presentato in estate a Bruxelles per ottenere un finanziamento per la gestione del consorzio.

Margherita Totaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA