Banca di Teramo, il nodo è nei crediti
Una relazione spiega le dimissioni dei sindaci: divergenze con Bankitalia su alcune voci in bilancio
TERAMO. Nei tasselli che si stanno componendo per sciogliere il mistero che ha avvolto le dimissioni del collegio sindacale della Banca di Teramo, assume rilievo particolare un passaggio della relazione al bilancio che i tre sindaci uscenti Antonio Bucciarelli, Elio Ciaffi e Alberto Davide hanno rimesso all’assemblea dei soci il 15 aprile.
Questo il passaggio chiave: «Il Collegio sindacale ha preso atto del rapporto ispettivo della Banca d'Italia, notificato il 28 marzo 2014, nel quale si evidenziavano delle divergenze valutative in merito ad alcune posizioni creditizie, rispetto alle collocazioni effettuate dalla banca. Esse sono state dettagliatamente esplicitate nella relazione sulla Gestione al bilancio di esercizio al 31/12/2013, nella quale si specifica che, qualora dette ulteriori rettifiche, oggetto di analitico approfondimento, fossero state integralmente recepite nel bilancio al 31dicembre 2013, avrebbero fatto emergere una perdita di 2,1 milioni di euro con conseguenze sul Patrimonio di Vigilanza che si sarebbe attestato su 13,2 milioni di euro». Emerge dunque che per la Banca d’Italia, alcune posizioni creditizie sarebbero dovute essere iscritte diversamente nel bilancio, presumibilmente tra i crediti inesigibili, ma questo oltre a comportare una perdita superiore ai 2milioni avrebbe inciso sia sul patrimonio, che sulla capacità stessa dell’istituto di concedere il credito. Capacità misurata proprio in relazione al patrimonio di vigilanza, che secondo i sindaci ne sarebbe uscito intaccato. Le divergenze, e dunque le rettifiche chieste da Bankitalia non sarebbero state tutte recepite per evitare la perdita e per consentire alla Banca di chiudere con un’utile di esercizio superiore ai 36mila euro. Va anche detto che i controlli ispettivi di Bankitalia sono stati effettuati a fine marzo, quando l’impianto del bilancio era sostanzialmente costruito. Questo spiegherebbe probabili frizioni che avrebbero portato alle dimissioni dei sindaci, e fa luce su un’ottica di rigore che la Banca sta portando avanti per il suo risanamento proprio attraverso l’uomo di fiducia di Bankitalia , il direttore Fernando De Flaviis. Questo spiegherebbe anche i contrasti con i soci “scontenti” per la stretta sui crediti, spiegata anche nella relazione dei sindaci che parlano di «mutate condizioni che hanno reso indispensabile un nuovo approccio nelle politiche di concessione del credito e sulla gestione delle spese». Il presidente Cristiano Artoni ha dichiarato che prenderà posizione in una conferenza stampa a breve. (m.d.t.)
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