Banca di Teramo, nel 2014 un’impennata degli utili

25 Settembre 2014

Revisori, sembra favorito Di Sabatino Martina. Domani l’assemblea dei soci per rinnovare il collegio dimissionario ma tutto potrebbe slittare all’11 ottobre

TERAMO. Sono una decina le candidature presentate per il rinnovo del collegio sindacale alla scadenza dei termini indicati per la presentazione dei curriculum e approdate lunedì sul tavolo del consiglio di amministrazione della Banca di Teramo. Ma è un numero che è destinato ad aumentare poiché solo i professionisti che non sono soci della banca di Teramo erano tenuti a presentare il curruculum in anticipo, i soci invece potranno presentare la candidatura direttamente in assemblea. L’istituto di viale Crucioli è chiamato a rinnovare l’organo di vigilanza dopo le inaspettate dimissioni in blocco dei tre sindaci revisori Antonio Bucciarelli, Elio Ciaffi e Alberto Davide, che ha costretto la governance a convocare l’assemblea dei soci. Il rinnovo è l’unico punto all’ordine dell’ordine del giorno dell’assemblea convocata per domani, ma che potrebbe slittare alla seconda convocazione dell’11 ottobre. I rumors vogliono favorito tra i dieci aspiranti revisori Alfonso Di Sabatino Martina, commercialista, ex vicesindaco ed ex assessore al Comune di Teramo. A garantire per lui, oltre a una condivisa stima professionale, ci sarebbe anche una sorta di “cambiale” politica che il dietro le quinte della politica teramana attribuisce al Nuovo centrodestra, in debito con Di Sabatino per la lealtà, non scontata, dopo l’esito delle amministrative che non gli ha riservato posti in giunta.

A guardare con interesse all’assemblea non sono solo i candidati sindaci, ma anche il comitato dei cosiddetti “soci scontenti”, che si riunirà oggi per stabilire eventuali ulteriori azioni di protesta contro la politica di rigore e austerità che la banca ha avviato con la nuova direzione di Fernando De Flaviis. Un dossier è stato inviato all’ufficio stampa all’organo centrale del Credito cooperativo con le istanze degli “indignati”. Intanto però le politiche di rigore della banca sembrano aver dato i primi frutti nel primo semestre 2014, che registrerebbe utili importanti nel settore trading. Indiscrezioni parlano di due milioni e mezzo di utili che, se confermati, costituirebbero una cifra importante ai fini della stabilizzazione del patrimonio, tema che ha impensierito proprio i sindaci dimissionari.

Nella loro relazione i revisori avevano spiegato perché i rilievi fatti da Bankitalia dopo le ispezioni concluse il 3 gennaio 2014 fossero stati recepiti solo parzialmente. A quella data Banca d’Italia rilevò discordanze sulla recuperabilità di alcune posizioni per un ammontare di 3,2 milioni di euro. Le rettifiche da 2 milioni e 600mila euro operate nel 2013 hanno permesso alla “banca del quattrino” di chiudere con un utile di 36mila euro. Se le rettifiche chieste da Bankitalia fossero state percepite integralmente, l’istituto avrebbe chiuso il bilancio con una perdita di 2,1 milioni di euro con conseguenze sul patrimonio di vigilanza e sulla sua capacità di erogare credito.

Marianna De Troia

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