Bancomat esplosi, scoperta una banda

17 Settembre 2017

Tre arresti nelle Marche. Allo studio foto e video per verificare se abbiano colpito anche a Teramo

TERAMO. I carabinieri di Osimo (Ancona) hanno arrestato, nei giorni scorsi, tre giovani foggiani di Orta Nova accusati di aver compiuto, in quella zona delle Marche, dei furti ai danni di bancomat con l’utilizzo di esplosivo. L’eco dell’operazione non poteva non giungere in provincia di Teramo, dove di bancomat fatti esplodere di notte da malviventi-bombaroli se ne sono contati addirittura 14 dal 24 dicembre del 2016 (Tercas di Tortoreto Alto) al 9 settembre scorso (Tercas di Sant’Egidio alla Vibrata).
La domanda ovviamente è: la banda arrestata dai militari dell’Arma nell’Anconetano è la stessa che ha colpito a ripetizione dalle nostre parti? Questo, al momento, è impossibile dirlo. Tuttavia una verifica è in corso da parte delle forze dell’ordine che nel Teramano si occupano della serie di furti con esplosione. Il materiale fotografico e video raccolto dai carabinieri di Osimo è stato messo a disposizione sia del reparto operativo provinciale dei carabinieri, sia della squadra mobile della questura di Teramo.
Che si tratti della stessa banda è ovviamente una possibilità, perché la tecnica utilizzata è la stessa (s’inserisce dell’acetilene nella fessura del bancomat utilizzando un lungo bastone e si fa esplodere la cassaforte), ma secondo fonti della questura e dei carabinieri è facile anche che non sia così. Per il semplice motivo che di bande specializzate in questo genere di colpi ce ne sarebbero diverse sul territorio nazionale: composte sia da italiani (pugliesi, in particolare del Foggiano, e campani) che da stranieri. Peraltro, sembra accertato che in provincia di Teramo ad agire con l’esplosivo nell’ultimo anno siano state più bande e non solamente una.
L’indagine di Osimo ha fatto emergere anche un altro possibile collegamento con una vicenda teramana, perché le auto usate dai tre foggiani arrestati per compiere i colpi erano una Bmw nera e un’Alfa 156. E sono una Bmw nera e un’Alfa 156 anche le due auto che lo scorso 2 settembre, nel centro di Villa Rosa, hanno investito e ucciso un uomo mentre sfrecciavano a folle velocità nelle prime ore del mattino, probabilmente impegnate in una gara. Una semplice coincidenza? Secondo fonti del comando della compagnia carabinieri di Alba Adriatica sì. Escluso, quindi, un collegamento tra gli arresti e la tragica vicenda di Villa Rosa sulla quale le indagini, ovviamente, continuano.(red.te)
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