Bancomat manomessi con una “forchetta” a Teramo

Un colpo riuscito e uno fallito in due banche di via Po: trecento euro nel bottino della banda che blocca la fessura dei soldi
TERAMO. Un colpo riuscito che ha fruttato 300 euro e uno fallito: è il bilancio dell’incursione della banda del bancomat che ieri pomeriggio ha preso di mira gli sportelli di due istituti bancari teramani con la cosiddetta tecnica del “cash trapping”, ovvero l’ utilizzo di una sorta di “forchetta” per bloccare la fessura da cui escono le banconote. E' successo in due filiali di via Po: alla Banca Marche e alla Bper, la Banca popolare Emilia Romagna. I due episodi sono stati segnalati ai carabinieri che hanno avviato le indagini e nelle prossime ore provvederanno ad acquisire le immagini di alcune telecamere.
Nel primo caso un cliente ha iniziato l'operazione di riscossione del contante ma quando il bancomat ha erogato il denaro, il meccanismo montato dai truffatori ha bloccato i soldi che non sono usciti. Così l’uomo si è allontanato, ma appena ha lasciato la postazione i malviventi, evidentemente, sono tornati in azione e hanno rimosso la forchetta facendo un piccolo prelievo e impossesandosi anche della somma la cui erogazione era stata bloccata. Il sistema, invece, è fallito nell'altro sportello: in questo caso la “forchetta” era stata montata ma i malviventi non sono riusciti a prelevare il denaro.
A scoprire i meccanismi sono stati i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Teramo, diretti dal maggiore Riziero Asci, che hanno rimosso le “forchette”, hanno raccolto le denunce dei direttori delle filiali e hanno avviato le ricerche per identificare la banda che ieri pomeriggio aveva scelto le due banche di via Po per mettere a segno i colpi. Ricerche a cui un grosso contributo potrebbe arrivare proprio dalle immagini catturate da alcune telecamere e che potrebbero aver ripreso i ladri proprio nella sistemazione della forchetta. Non è la prima volta che in città si verificano episodi di questo genere e che i bancomat vengono manomessi, anche se negli anni le tecniche per farlo si sono evolute. Negli ultimi casi, infatti, i malviventi avevano clonato la tastiera.(d.p.)
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