Bando per il teatro Comunale, dubbi del Pd

Secondo D’Alberto sarebbe difforme da quanto indicato dalla giunta. Brucchi: «È tutto in regola»
TERAMO. Resta alta la tensione sul riaffidamento in gestione del cineteatro comunale. A evidenziare difformità ritenute pericolose tra quanto disposto dalla giunta e lo schema di convenzione redatto dagli uffici è il capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto. Una prima divergenza riguarda l'importo della cauzione. «La giunta l’ha fissato a 30mila euro», fa notare il consigliere, «mentre l’atto del dirigente indica 50mila euro». Da chiarire, secondo D’Alberto, è anche la difformità relativa alla durata dell'incarico. «Nelle indicazioni della giunta è fissata a sei anni», osserva, «nel provvedimento dirigenziale però è stato aggiunto il possibile prolungamento per altri sei». Il bando, inoltre, avrebbe dovuto essere predisposto dal settore cultura, che fa capo all’assessore Francesca Lucantoni, ma di fatto l’ha stilato l’ufficio patrimonio che fa capo a Rudy Di Stefano.
«Queste discrasie», secondo il capogruppo Pd, «evidenziano lo scontro politico interno alla giunta e il caos amministrativo che rischia di ripercuotersi sulla regolarità della gara». Un pericolo del genere, però, non esiste a detta del sindaco Maurizio Brucchi. «D’Alberto dimostra solo di non conoscere le regole», afferma, «nonostante gli anni passati in consiglio. La giunta ha dato indirizzi che formano i requisiti minimi per l’affidamento e l'ufficio li ha elaborati migliorando la proposta». Il rinnovo dell’incarico per sei anni renderebbe il bando più appetibile, mentre la cauzione di 30mila euro è stata trasformata in una polizza fideiussoria di 50mila a maggiore garanzia dell’ente». Fuori luogo, secondo il sindaco, è anche la sottolineatura relativa al conflitto di competenze amministrative: «Il settore incaricato è sempre stato quello che si occupa del patrimonio a cui è stata demandata la predisposizione anche di altri bandi». (g.d.m.)
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