Bar chiuso per assembramenti I cittadini gli pagano la multa

Notaresco, vicini e altri commercianti avviano una colletta dopo i 30 giorni di stop decisi dal prefetto e i 400 euro di sanzione. I promotori: «Difficile controllare le persone, chi ha denunciato ha sbagliato»
NOTARESCO. Il prefetto di Teramo chiude il Caffè Imperiale per 30 giorni e gli altri commercianti di Notaresco avviano una raccolta fondi per aiutare il proprietario nel pagamento di una sanzione pecuniaria di 400 euro. Il titolare del bar di via Marconi è stato punito per non aver sorvegliato adeguatamente all’esterno del locale il comportamento dei propri clienti, che non avrebbero indossato la mascherina né rispettato la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
Il fatto è avvenuto nel tardo pomeriggio del 18 maggio, quando i carabinieri della stazione locale sono intervenuti per multare il bar, disponendone provvisoriamente la chiusura per cinque giorni; il mattino seguente il prefetto ha esteso la sospensione di ulteriori 25 giorni. A segnalare il mancato rispetto delle disposizioni anti Covid sarebbe stato un altro commerciante, che avrebbe scattato una fotografia e indotto alcuni concittadini a mettere in evidenza l’accaduto alle autorità. «Trovo davvero grave che l’azione sia partita da un altro esercente», dichiara Alessandro Lisciani, proprietario del Jolly Dance & Restaurant, «che ha invitato a colpire, proprio nel giorno della riapertura, chi come lui è stato costretto a chiudere i battenti per due mesi e mezzo». Lisciani assieme a parecchi commercianti del borgo sta partecipando a una raccolta fondi di supporto al Caffè Imperiale, promossa da Simone Angelini, residente nei pressi del locale. «La nostra iniziativa parte dalla consapevolezza che non è tanto il proprietario ad aver bisogno di noi», precisa Angelini, «quanto noi di quel bar, della cui apertura si giovano in tanti perchè contribuisce a mantenere i ragazzi in paese e a far lavorare anche le altre attività». Il promotore dell’azione di sostegno condanna le modalità con le quali sarebbero state segnalate le presunte irregolarità. «Chi ha denunciato non si è comportato affatto bene», insiste Angelini, «perché avrebbe potuto parlarne direttamente con il titolare e non diffondere la cosa sui social». Da lunedì i notareschini stanno così dando il proprio contributo per supportare il punto di ritrovo di via Marconi, lasciando la propria offerta in un salvadanaio posto all’interno della Bottega della Frutta di Elisabetta Di Marco. «Quello che è successo a lui sarebbe potuto succedere a chiunque», conclude la commerciante, «perché le forze dell’ordine è giusto che facciano il loro lavoro ma non è facile tenere a bada le persone all’esterno dei locali».
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