Barche finite nell’alveo del fiume

Prosegue l’emergenza erosione sulla costa nord per le mareggiate
PINETO. L’emergenza erosione sulla costa nord di Pineto si fa sempre più grave. Nei giorni scorsi coloro che hanno attraversato il ponte girevole sul torrente Calvano non hanno potuto fare a meno di notare alcune imbarcazioni spiaggiate dentro l’alveo del fiume.
Sono le barche che erano ancorate al vicino rimessaggio dei pescatori e che dopo le forti mareggiare di inizio dicembre sono state scaraventate a monte dalla forza delle onde. Sul tema erosione, non sono ancora sopite le proteste da parte dei balneatori e dei proprietari di abitazioni a ridosso della costa nord, danneggiati dall’acqua che ha invaso, prima delle festività natalizie, lidi abitazioni e garage. Il comitato cittadino di via Liguria (che conta oltre mille iscritti) aveva addirittura incaricato dei legali per verificare gli estremi per una denuncia per danno temuto, e relativo esposto alla Corte dei Conti, in quanto a loro dire ritenevano che «le autorità comunali e regionali essere state edotte da anni della situazione e aver provveduto solo a predisporre provvedimenti tampone come i ripascimenti».
Anche il comitato di “Villardente” si era fatto promotore del problema richiedendo l’installazione di scogliere orizzontali in mare capaci di mitigare la forza del mare, proprio quella che nella scorsa stagione estiva aveva cancellato addirittura file e file di ombrelloni.
L’amministrazione comunale nel discorso di fine anno sul tema ha rassicurato la cittadinanza dicendo di essere in stretto contatto con l’assessore regionale al demanio Di Matteo e con il presidente della regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, venuto di persona lo scorso settembre a Pineto per un sopralluogo a ridosso della pineta Catucci.
Domenico Forcella
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