Barche ormeggiate, niente pesce: il mercato resta ancora chiuso

15 Marzo 2022

Per la seconda settimana consecutiva mancherà il prodotto, ai commercianti forniture dalle Marche Gli armatori aspettano ristori dalla Regione: «Se arriveranno, già da domenica potremmo ripartire» 

GIULIANOVA . I pescherecci rimangono fermi agli ormeggi e, di conseguenza, il mercato ittico comunale rimarrà chiuso per la seconda settimana consecutiva. La situazione non è bella e tutte le realtà coinvolte stanno cercando di trovare una via d’uscita. Gli armatori sono in costante contatto tra di loro per scambiarsi informazioni, sensazioni e modalità di comportamento. Per tornare in mare gli addetti attendono segnali concreti dalla Regione. In settimana dovrebbe esserci un incontro per capire se e quando ci saranno delle provvidenze a favore delle imprese di pesca in relazione al caro gasolio che sta condizionando il lavoro della marineria. «Se la Regione ci verrà incontro è possibile che da domenica pomeriggio riprenderemo le nostre attività», fa sapere Toni Di Remigio Scarazza, uno degli armatori, «in caso contrario sarà difficile tornare ad essere operativi».
Oggi dipendenti del mercato ittico saranno al lavoro, ma provvederanno esclusivamente alla manutenzione periodica degli spazi. Dopo di che ci saranno ferie forzate oppure decurtazioni nelle buste paga per i lavoratori a tempo determinato. L’impennata del prezzo del gasolio coinvolge tante categorie, compresi i commercianti che da oggi si rivolgeranno ai mercati ittici di San Benedetto del Tronto, Civitanova Marche e Ancona, dove le marinerie hanno deciso di mollare gli ormeggi. Chiusi invece quelli abruzzesi di Pescara e Ortona, oltre che Giulianova. Questa situazione ha determinato un sensibile innalzamento dei prezzi, dato anche dalla scarsità della materia prima rispetto alla domanda. E per martedì, quando potrebbero riaprire i battenti del mercato ittico giuliese, si prevede un ulteriore rialzo dei prezzi del pesce. Molto dipenderà dall’andamento della guerra in Ucraina e del prezzo del gasolio a questa collegato. «Da quando lavoro una situazione così non mi era mai capitata», osserva il direttore del mercato ittico Gino Gervasini, «occorre un accordo a livello nazionale. Non è possibile che nelle Marche e in Romagna si venda pesce, mentre in Abruzzo, a pochissimi chilometri dalla provincia di Ascoli Piceno, bisogna rispettare la decisione della chiusura. In questo modo si creano delle disparità di lavoro per tutti gli addetti».
Sulla questione interviene anche l’assessore alle partecipate Paolo Giorgini. «Nel mercato ittico del futuro che abbiamo in mente la struttura sarebbe rimasta aperta, almeno parzialmente tenuto conto delle molteplicità di servizi che saranno attivati», evidenzia, «la chiusura mi colpisce anche come ristoratore visto che le scorte create con l’abbattitore stanno per esaurirsi».
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