Barriere antirumore, le Ferrovie modificano il progetto contestato

ROSETO. Non più barriere antirumore di sette metri, dal forte impatto ambientale, ma più basse, di circa tre metri. È la decisione assunta del gruppo Ferrovie dello Stato che, dopo le controdeduzioni...
ROSETO. Non più barriere antirumore di sette metri, dal forte impatto ambientale, ma più basse, di circa tre metri. È la decisione assunta del gruppo Ferrovie dello Stato che, dopo le controdeduzioni dell’assessore all’urbanistica del Comune di Roseto Orazio Vannucci in merito al progetto relativo all’installazione di appositi pannelli nel tracciato ferroviario di Roseto, ha deciso di modificare l’intervento.
In una nota inviata al ministero dell’Ambiente e dei trasporti e per conoscenza al Comune di Roseto, le Ferrovie hanno proposto un nuovo approccio progettuale che prevede interventi di mitigazione acustica “per fasi”: in un primo momento le barriere antirumore avranno un’altezza limitata, a partire dal binario, non superiore ai 3 metri, e solo successivamente saranno valutati interventi integrativi. Rfi, inoltre, vuole tenere conto degli incentivi previsti dalla nuova normativa europea per adeguare il parco rotabile, oltre ai 35 milioni di euro previsti da appositi decreti per attutire l’impatto acustico dei sistemi frenanti dei carri merci, che andrebbero rinnovati.
«Un ridimensionamento su tutta a linea», commenta Vannucci, «sia nei presupposti, visto che viene considerata l’ipotesi di attingere ai finanziamenti per il parco mezzi, che in prima battuta non erano stati presi in considerazione a favore delle barriere più impattanti, ma anche nelle dimensioni, perché inizialmente Ferrovie era determinata a elevare barriere fino a 7 metri di altezza. Continueremo a vigilare e tenere alta la soglia di attenzione su questo tema, ma siamo soddisfatti di queste riflessioni che possono essere considerate a tutti gli effetti un ridimensionamento del progetto». (l.v.)
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