Barriere architettoniche a scuola Il Comune avvia le verifiche

30 Agosto 2018

Prima tappa del sindaco e dell’assessore Di Padova a Villa Vomano dove va sistemato un ascensore L’obiettivo è avere il quadro degli interventi necessari negli edifici già entro la ripresa delle lezioni

TERAMO. Lo scivolo all’ingresso principale c’è, ma già salire al primo piano diventa un problema. Parte da Villa Vomano il “viaggio” nelle scuole che non hanno ancora chiuso i conti con le barriere architettoniche. Ad avviarlo è stato il sindaco Gianguido D’Alberto, accompagnato dall’assessore al “governo della città” Stefania Di Padova e dai tecnici del Comune, per scovare e pianificare la rimozione degli ostacoli che impediscono ad alunni e studenti libero accesso alle strutture. La prima tappa, dunque, a Villa Vomano dove c’è un edificio con materna, elementare e media e uno scheletro in cemento di secondo immobile da destinare alle attività didattiche mai completato.
L’ASCENSORE NON VA. Ad accogliere gli amministratori e il funzionario comunale c’è la dirigente Letizia Fatigati. «Grazie alla sua disponibilità e reattività», tiene a evidenziare D’Alberto, «abbiamo potuto verificare la situazione e predisporre un primo intervento». C’è da risolvere, infatti, il problema dell’accessibilità al primo piano della struttura. Dallo scivolo all’ingresso si accede all’atrio che porta a una scalinata dove le carrozzine sono costrette a fermarsi. Per i disabili sarebbe a disposizione un ascensore che però risulta inadeguato. «Non è facilmente accessibile», osserva il sindaco, «va ampliato o ci vorrebbe un montascale». I tecnici studieranno la soluzione più efficace e realizzabile, anche i termini di costi. «Interverremo già nei prossimi giorni», assicura D’Alberto, «per eliminare questo problema».
VIA GLI OSTACOLI. Il sopralluogo a Villa Vomano e i lavori da realizzare a stretto giro rappresentano la fase di avvio di un percorso, che non si prevede breve, per l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle scuole. Il “viaggio” partito dalla periferia permetterà all’amministrazione di acquisire una «mappatura», come la definisce il sindaco, delle emergenze su cui pianificare i lavori necessari alla rimozione degli ostacoli. «È fondamentale avere un quadro chiaro della situazione», osserva D’Alberto, «per mettere in cantiere opere che non potranno essere realizzate entro l’inizio dell’anno scolastico». Al suono della prima campanella mancano un paio di settimane scarse e per quel giorno o giù di lì D’Alberto ritiene di poter trovare sulla sua scrivania la mappa delle barriere da abbattere. All’analisi della situazione nelle scuole si dedicherà in particolare il disability manager Giuseppe Ciprietti incaricato dall’amministrazione di mettere a punto iniziative per migliorare l’accessibilità agli spazi pubblici cittadini.
NON SOLO LE SCUOLE. L’obiettivo più ampio è la definizione del piano di abbattimento delle barriere architettoniche. «Abbiamo riattivato la procedura per la sua predisposizione con una delibera di giunta», ricorda il sindaco, «e gli interventi sulle scuole rientreranno in questo provvedimento complessivo». Individuazione ed eliminazione degli ostacoli comprenderanno gli uffici comunali e di altri enti, nonché attività commerciali e altre strutture di servizio.
VERIFICHE PAGATE. Nel frattempo il Comune ha liquidato le somme dovute ai tecnici che nei mesi scorsi sono stati impegnati nei calcoli sulla vulnerabilità sismica delle scuole. La definizione degli indici di resistenza degli edifici è stato uno degli adempimenti avviati a seguito degli sciami sismici che si sono susseguiti tra fine ottobre del 2016 e metà gennaio del 2017. L’amministrazione precedente ha affidato gli incarichi a nove tecnici chiamati anche a elaborare proposte sugli interventi necessari per aumentare il livello di sicurezza degli edifici scolastici. All’esito delle analisi il Comune ha liquidato compensi per poco meno di 300mila euro.
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