Basciano e Penna, la beffa Restano fuori dal cratere

Salta per mancanza di copertura finanziaria l’inserimento nell’ultimo decreto I sindaci Serrani e Frattaroli: «Da noi tutto bloccato, rischiamo lo spopolamento»
TERAMO. Basciano e Penna Sant’Andrea attendono di entrare nel cratere sismico 2016, ma c’è ancora da aspettare. L’ingresso che sembrava certo per effetto dell’emendamento al decreto sisma per l’inserimento dei centri di Catignano, Civitella Casanova e Penne (in provincia di Pescara) e dei due comuni teramani è stato bloccato. Forse solo rimandato. Secondo il sottosegretario ai beni culturali e al turismo Gianluca Vacca «non è stato possibile inserire il provvedimento nel decreto terremoto per la mancanza di copertura finanziaria dovuta al precedente governo Gentiloni e alla legge di stabilità. Vacca ha aggiunto «che il nuovo governo è impegnato a valutare l'inserimento dei cinque comuni abruzzesi all'interno del cratere e a reperire le risorse necessarie trasformando l’emendamento in un ordine del giorno approvato all’unanimità».
Per i centri del Teramano, dunque, resta la speranza. Anche gli amministratori e i cittadini di questi due centri avevano partecipato con gli altri dell’entroterra alla manifestazione romana del marzo del 2017 per chiedere già allora l’ingresso nel cratere. Va detto che nelle due località i segni degli eventi calamitosi degli ultimi anni si sono sommati a quelli del 2009 e la ricostruzione tarda a partire. Sono un centinaio gli sfollati a Penna Sant’Andrea dove il centro storico è ancora zona rossa e la strada statale 81 che lo attraversa è chiusa. «L’inserimento nel cratere sarebbe il riconoscimento di danni evidenti che ci sono e in un paese che ha ancora le ferite dei tanti terremoti», spiega il primo cittadino Severino Serrani, «la statale che attraversa il centro del paese è ancora chiusa perché stiamo aspettando l’autorizzazione per mettere in sicurezza gli edifici coinvolti, gli sfollati sono tanti, troppi, e siamo riusciti a delocalizzare le attività produttive della zona rossa nella ex-scuola materna oggi in disuso. Ma se non si accelerano le procedure di ricostruzione sia a livello normativo che degli uffici il nostro centro storico morirà». La stessa situazione c’è a Basciano dove gli sfollati sono circa 120, le chiese sono inagibili, il centro storico è gravemente danneggiato e lo spopolamento aumenta. «E’ trascorso molto tempo e i problemi non sono stati risolti», ha detto il sindaco Alessandro Frattaroli, «la ricostruzione del 2016 è lenta e le pratiche sono arenate negli uffici. Noi abbiamo dimezzato la tassa dei rifiuti per le attività commerciali del centro storico, ma desidereremmo entrare nel cratere perché ci sarebbe riconosciuto ciò che non ci è stato riconosciuto prima e che ci spettava a seguito dei notevoli e riscontrabili danni segnalati più volte agli organi competenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

