«Basta rifiuti organici al Cirsu»

5 Agosto 2016

Di Bonaventura spinge per un nuovo impianto privato a Mosciano

GIULIANOVA. No al trattamento dell’umido nel polo del Cirsu. È la netta posizione del sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura, che promuove l’iniziativa di alcuni privati che vogliono investire nell’area industriale di Mosciano Sant’Angelo con nuove tecniche. Il sindaco fa sapere infatti che c’è un gruppo di imprenditori locali pronti a realizzare un impianto di trattamento dell’organico, proprio di fronte al Cirsu, basata sulla tecnologia di “digestione anaerobica”. Questo sistema di trattamento è in grado di produrre energia, invece di consumarla, e tutte le operazioni di movimentazione e trattamento del materiale avvengono al chiuso in ambienti depressurizzati per evitare la diffusione di cattivi odori nell’intera zona. «Invito tutti i miei colleghi», dichiara Di Bonaventura, «a fare una riflessione sulla possibilità di voltare pagina e aprire un tavolo di negoziazione con questi imprenditori, per considerare anche un eventuale nostro ingresso nell’iniziativa. Da tre anni ci stiamo impegnando per riqualificare quella zona. Molti imprenditori locali apriranno diverse attività, che daranno lavoro a molti. La vicenda Cirsu continua ad essere lontana da una soluzione definitiva, è ora di cambiare». Il primo cittadino di Notaresco esprime inoltre forte perplessità rispetto alla nota inviata nei giorni scorsi dai suoi colleghi sindaci soci della fallita Cirsu spa, con la quale i Comuni di Giulianova, Bellante, Morro d’Oro, Mosciano Sant’Angelo e Roseto chiedevano alla Regione di tenere in considerazione il polo di Grasciano per ritagliarli un ruolo strategico all’interno della nuova programmazione dell’impiantistica pubblica regionale in via di riforma. I tecnici della Regione, spiega preoccupato il sindaco di Notaresco, già tengono in ampia considerazione l’impianto di Grasciano, essendo già presente un’autorizzazione al trattamento di 50mila tonnellate l’anno di rifiuti organici. «Difficilmente, però», commenta Di Bonaventura, «i Comuni soci del Cirsu o altri soggetti pubblici avranno la capacità finanziaria per rilevare il polo a valle della procedura fallimentare». Di Bonaventura prende sempre più le distanze dai suoi colleghi sindaci e rilancia al contrario l’idea di un territorio in cui si possa investire e valorizzare senza problemi ecologici.(m.t.)

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