Bataclan, l’imprenditore: «Non sapevo della porta»

10 Giugno 2022

Il 59enne di Tortoreto sotto accusa ribadisce la sua versione ai giudici di Parigi I tre magrebini che hanno trasportato l’opera in Italia confermano il racconto

TERAMO. Davanti ai giudici francesi ha ribadito quanto già detto agli inquirenti nel corso di un precedente interrogatorio in videoconferenza: «Non sapevo cosa fosse quel pannello e nè che fosse stato rubato. Ho fatto una cortesia al cittadino magrebino che conoscevo e che già in passato mi aveva lasciato delle sue cose in custodia per qualche tempo». È durato poco più di trenta minuti l’audizione in aula davanti ai giudici del tribunale di Parigi di G.P., 59enne di Tortoreto, titolare di un B&B, nel cui casolare di Sant’Omero venne ritrovata la porta del teatro Bataclan con l’opera di Banksy a ricordare le vittime dell’attentato terroristico.
L’uomo (assistito dall’avvocato Luca Di Edoardo) è imputato per ricettazione aggravata insieme agli otto cittadini magrebini accusati di essere gli autori del furto dell’opera. All’epoca gli otto vennero arrestati in Alta Savoia dalla polizia francese. Nel corso dell’udienza che si è svolta ieri pomeriggio a Parigi (dopo la prima di giovedì durante la quale sono stati sentiti gli altri magrebini che avrebbero organizzato il furto) sono stati ascoltati anche i tre di loro che hanno ricostruito le fasi del trasporto in Italia dell’opera e il successivo deposito nel casolare di Sant’Omero poco tempo dopo il furto avvenuto nel teatro parigino nel gennaio del 2019. I tre, davanti al giudice, hanno confermato la versione dell’imprenditore: l’uomo non sapeva niente, non sapeva cosa fosse, non parlava francese e gli era stato detto che era una cosa per la casa parigina del conoscente magrebino che l’avrebbe portata via presto. Nel corso dell’udienza gli avvocati delle parti civili (il proprietario e il gestore del Bataclan) hanno chiesto un risarcimento danni (in questo caso morali perché per i materiali è in corso un procedimento civile) di 10mila e 22mila euro. Oggi nuova udienza con le arringhe dei difensori.(d.p.)
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