Battaglia per salvare la Purem: in sciopero il 97% degli operai

Castellalto, i sindacati: «Non possiamo aspettare luglio per avere certezze, subito un altro tavolo La proprietà tedesca vuole chiudere il sito, 100 famiglie a rischio. Coinvolgeremo il ministero»
CASTELLALTO. Le risposte sul futuro del sito teramano arriveranno a luglio, ma per i sindacati sarà già troppo tardi. L'incertezza che aleggia sulla Purem di Villa Zaccheo di Castellalto ha portato i lavoratori allo sciopero, scattato giovedì alle 15 per terminare oggi alle sei. Ieri mattina davanti ai cancelli i sindacati hanno tenuto una conferenza stampa per spiegare le ragioni della mobilitazione e confermare l'iniziativa del 10 maggio quando si svolgerà la “marcia del tubo” che coinvolgerà tutto il settore automotive.
Lo sciopero è scaturito dalla mancanza di certezze emerse dal tavolo istituzionale, voluto dalla Regione, che si è tenuto giovedì quando l'assessore Pietro Quaresimale, i sindacati e Confindustria hanno incontrato la Purem. Al centro del vertice la delocalizzazione di un progetto di produzione in Romania e i piani di investimento e di mantenimento occupazionale del sito di Villa Zaccheo che produce marmitte. La multinazionale tedesca ha confermato il periodo di difficoltà, legato anche alla transizione ecologica, dicendo che a luglio potrà fornire un quadro più preciso sulle azioni che intenderà mettere in campo. Un termine troppo lontano secondo Fiom Cgil e Fim Cisl, che hanno chiesto risposte immediate e un nuovo tavolo entro una settimana. Dei cento dipendenti Purem, più della metà ha contratti precari. E sono proprio questi ultimi «a essere praticamente con un piede già fuori dall'azienda, nonostante questa non abbia problemi economici avendo fatturato 190 milioni nel 2022», ha detto Natascia Innamorati della Fiom sottolineando come la Purem abbia progetti di produzione per il sito di Villa Zaccheo solo fino a fine 2024. Lo sciopero, che riprenderà martedì alle 22 per concludersi giovedì alle 6, ha visto ieri un'adesione pari al 97%. «Si tratta di un percorso di lotta non semplice per far tornare i tedeschi sui loro passi: loro vogliono chiudere Castellalto e cento famiglie finiranno sul lastrico», ha detto Marco Boccanera della Fim Cisl, «non escludiamo di portare la vertenza al tavolo ministeriale perché comunque non siamo soli in questa battaglia. Abbiamo l'appoggio delle istituzioni, in particolare della Regione, e di Confindustria: stiamo remando insieme verso la stessa direzione», ha concluso Boccanera.
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