Battaglia sull’aspettativa a Di Egidio
Il primario che dal 1° agosto andrà a Pescara la chiede, l’azienda gliela concede “a metà”: ricorsi in vista
TERAMO. Un addio burrascoso quello fra la Asl di Teramo e il primario della radiologia Vincenzo Di Egidio.
Sostanzialmente il primario, specialista in radiologia vascolare apprezzato in tutta Italia, nel gennaio scorso ha partecipato al un concorso da primario alla Asl di Pescara e l’ha vinto. Di Egidio si divide da tempo fra le due realtà, privilegiando ora questa ora quella. Radiologo alla Asl di Teramo, anni fa vinse il concorso da primario a Pescara. Era il 2013, è rimasto al “Santo Spirito” fino al 2015: a maggio poi ha partecipato al concorso da primario alla Asl di Teramo, dove è tornato. Ma adesso, dal 1° agosto, Di Egidio tornerà ad essere primario radiologo della Asl di Pescara.
E fino a questo punto l’addio avrebbe potuto essere carico di rammarico – per diverse ragioni – da entrambe le parti, ma nulla più.
Invece dall’aprile scorso si è innescato una sorta di braccio di ferro sulla concessione di 6 mesi di aspettativa. Il radiologo il 30 aprile ha presentato la richiesta alla Asl, la quale il 14 maggio ha risposto, temporeggiando, che stava valutando la richiesta. Il primario non ha mollato e il 17 maggio ha reiterato la richiesta ai vertici della Asl. Il 28 giugno la Asl ha risposto che la valutazione era ancora in corso, trattandosi di una richiesta di aspettativa che riguarda non solo il contratto come medico (in gergo tecnico dirigente medico) ma anche come direttore di unità operativa complessa (cioè primario). Di Egidio il 2 luglio è tornato a ribadire «con fermezza» la richiesta di aspettativa.
E alla fine la tanto aspettativa è arrivata, ma con una sorpresa non da poco. Il 17 luglio la Asl ha notificato al primario “con la valigia” la sua decisione: l’aspettativa è concessa ma si riferisce al solo ruolo da dirigente medico (cioè l’ex aiuto). La Asl cita una sentenza della Corte di cassazione secondo cui la fattispecie della aspettativa prevista dal contratto di lavoro medico si riferisce esclusivamente ed esplicitamente a quella figura «e non già all’incarico accessorio “ad tempus” (quinquennale) di direttore dell’unità operativa complessa di radiodiagnostica». La rescissione immediata del rapporto di lavoro consentirebbe alla Asl di procedere da subito con un bando per un nuovo concorso da primario, senza aspettare sei mesi.
Ma la situazione potrebbe ribaltarsi di nuovo. Di Egidio ha infatti intenzione di dare battaglia e probabilmente a breve presenterà un ricorso contro la decisione della Asl. (a.f.)
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