Bcc di Teramo, ultimo atto oggi i soci votano la fusione

L’assemblea per sancire l’incorporazione nella Banca di Castiglione e Pianella che diventerà l’istituto di credito cooperativo più grande d’Abruzzo
TERAMO. È alle battute finali il processo di incorporazione della Bcc di Teramo nella Bcc di Castiglione e Pianella. Oggi i soci di entrambi gli istitui di credito si pronunceranno sull’operazione in due distinte assemblee che si svolgeranno una a Teramo, questa mattina alle 9,30 nella sala polifunzionale della Banca di Teramo a Sant’Atto, e l’altra a Castiglione MesserRaimond, alle 16, nella sala convegni della Bcc di Piano San Donato, alle 16. Si tratta dell’ultimo atto della lunga trattativa di accordo tra le due banche. Qualche mese fa i rispettivi consigli di amministrazione hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione dell’istituto teramano in quella castiglionese. Oggi, nell’assemblea straordinaria, con l’approvazione dei soci l’incorporazione sarà effettiva. Ormai tutti i tasselli del puzzle sono stati fatti combaciare: è stato chiuso l’accordo sindacale con i dipendenti della Bcc teramana, con una decurtazione degli stipendi per tre anni, un sacrificio grazie al quale sono stati evitati i licenziamenti.
Sul piano finanziario, la Banca di Teramo ha ripulito quasi completamente i crediti in sofferenza che ne mettevano in discussione la sopravvivenza, trasferendoli al Fondo di Garanzia del credito cooperativo per un importo di 57,3 milioni. Al salvataggio ha partecipato anche la Federazione delle Bcc dell’Abruzzo e Molise, con un versamento di 3 milioni che ha contribuito a attutire la minusvalenza che si è creata nell’ultimo bilancio della Banca di Teramo. Gli accordi prevedono, come da indicazioni nazionali, che per 6 anni nessun socio proveniente dalla Bcc del capoluogo possa essere nominato negli organi sociali, in primis nel cda, della nuova realtàbancara, a partire dal presidente Cristiano Artoni. Nessun socio verrà obbligato a restare: la Bcc di Castiglione ha messo da parte un fondo, in un conto vincolato, destinato a rimborsare entro 180 giorni dalla richiesta chi vorrà decedere le sue quote. C’è chi prevede che molti soci teramani ne approfitteranno. La fusione, i cui effetti inizieranno dal 1° luglio 2016, darà vita a un'unica banca con più di 35 mila clienti, 7.500 soci e 145 dipendenti e trasformerà l’istituto di credito presieduto da Alfredo Savini nella prima Bcc d’Abruzzo sia per la raccolta diretta, superiore a 640 milioni, che per gli impieghi pari a 520 milioni. La nuova banca gestirà masse amministrate pari a quasi 2 miliardi di euro e un patrimonio di 65 milioni, dei quali oltre 30 milioni di “patrimonio libero” e un indice di solidità patrimoniale di circa il 18%.
«Con l’operazione di fusione la Bcc di Castiglione», commenta il presidente Savini, «con i suoi 60 anni di storia, rimane una banca solida che si rafforza nel posizionamento competitivo sul territorio regionale e nella capacità di conseguire performance economiche attraverso la maggiore diversificazione dei rischi e la realizzazione di economie di scala nel rispetto dei principi cooperativi e della mutualità a favore dei soci e degli appartenenti alle comunità locali».
Evelina Frisa
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