Bene confiscato, nessuna risposta

5 Giugno 2019

L’Arci aveva presentato un progetto al Comune per il suo recupero

TERAMO. «A maggio 2018, insieme all’associazione “Mountain Wilderness Italia”, abbiamo presentato un progetto di recupero di un immobile in via Molinari confiscato alla criminalità. A un anno di distanza il Comune ancora non ci risponde».
Ad attaccare duramente l’amministrazione comunale per l’inerzia dimostrata sulla vicenda è il presidente di Arci Teramo Giorgio Giannella, che ricorda come i beni confiscati alla criminalità organizzata facciano riferimento al cosiddetto codice antimafia, «che obbliga il riutilizzo per scopi sociali e la concessione degli stessi alle amministrazioni locali che, a loro volta devono cederli, in comodato d'uso gratuito, diventando per l'ente un passivo del proprio bilancio se non attribuiti». L’immobile di via Molinari, invece, ancora non sarebbe stato concesso e questo nonostante i continui solleciti inviati all’amministrazione a promuovere un procedimento pubblico.
Nella nota con cui denuncia il silenzio del Comune Giannella evidenzia come il progetto presentato dalle due associazioni miri alla costituzione di uno spazio culturale e sociale «che sappia coniugare sia i temi dell’accoglienza e della solidarietà a sostegno delle politiche sociali» con la promozione delle peculiarità paesaggistiche ed enogastronomiche del territorio, per la scoperta di un turismo responsabile e di qualità. «Il tutto in funzione di restituire un ruolo centrale alla città capoluogo», continua Gianella, «All’indomani dell’esito delle elezioni comunali avevamo chiesto l’inizio di un procedimento pubblico che, sebbene annunciato, non è mai stato intrapreso. Dopo sei mesi di attesa abbiamo riscritto di nuovo all’amministrazione, in data 19 novembre 2018, senza meritare alcuna risposta. Un anno è un tempo sufficiente per farsi un'opinione, per vedere dei risultati, per comprendere le linee d’indirizzo dell’azione amministrativa sulle quali imprimere il governo della città, ma è troppo per una risposta».
Una situazione a fronte della quale Giannella esprime tutta la sua delusione per l’operato dell’amministrazione. «Non cercavamo gesti amministrativi rivoluzionari o sconvolgenti», conclude il presidente di Arci Teramo, «cercavamo solo una risposta, l'inizio di un iter amministrativo che mostrasse il cambiamento che viene proclamato dall'attuale amministrazione ad ogni atto».