Betafence, a rischio 100 lavoratori

5 Febbraio 2021

Si tratta sui contratti di solidarietà per evitare gli esuberi previsti

TORTORETO. Dieci giorni per decidere il futuro di 100 lavoratori della Betafence di Tortoreto a rischio: è il tempo preso dalla proprietà per valutare la proposta dei sindacati di rinviare la dismissione e i licenziamenti previsti nel piano industriale e attivare lo strumento dei contratti di solidarietà per garantire l’uscita morbida dei dipendenti. Questo è quanto uscito dalla riunione di ieri del tavolo di crisi regionale, alla presenza dei sindacati, della multinazionale e dell’ente abruzzese.
La riunione sarebbe partita con il piede sbagliato: «Nel confermare il piano industriale, Betafence ha fissato l'inizio già da marzo 2021 della dismissione di prodotti e linee», si legge in una nota congiunta di Fim Cisl e Fiom Cgil, «una tempistica diversa da quella delineata nell’ultimo incontro, fissata per il terzo quadrimestre 2021. L’azienda ha prospettato la possibilità di utilizzo della cassa “Covid” fino a marzo e una possibile successiva attivazione della cassa integrazione straordinaria giustificata da un andamento altalenante nel 2021». Continuano poi le sigle sindacali, parlando di «strategie aziendali poco chiare, che danno l’impressione di far venire meno la catena di sostenibilità per il mantenimento dello stabilimento di Tortoreto, piuttosto che puntare all’obiettivo di fare del poultry un punto di eccellenza. Una situazione grave, non solo per la dismissione di otto linee ma anche per l’esternalizzazione di altre quattro, due a terzi e due da delocalizzare».
Nel frattempo, Fim Cisl e Fiom Cgil hanno organizzato un flash mob dinanzi al municipio di Martinsicuro, per ricordare la presenza dei lavoratori "invisibili" della Veco, l’azienda fallita da oltre un anno, con i 50 lavoratori che attendono risposte sul proprio futuro. L’iniziativa è in programma per sabato 6 febbraio alle ore 11. «A breve finirà l’ammortizzatore sociale», ricordano i lavoratori e i sindacati, «mentre i corsi di formazione dell’Anpal per la riqualificazione dei lavoratori non hanno mai avuto inizio, nulla si è fatto per dare prospettive alla fonderia, al territorio e soprattutto ai lavoratori». Le maestranze e sindacati chiedono ai rappresentati politici del territorio di prendere parte all’iniziativa. (l.t. - s.d.s.)
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