Betafence, il futuro rimane un mistero

Nessuna risposta certa dalla proprietà inglese ai sindacati sugli investimenti previsti e sul destino dei 100 lavoratori
TORTORETO. Un incontro in videoconferenza risoltosi con «un nulla di fatto, anzi con l'ennesima presa in giro ma questa volta in inglese»: così i sindacati hanno bocciato il summit che lo scorso 25 ottobre hanno avuto con i referenti della Praesidiad, il gruppo che ha inglobato la Betafence di Tortoreto, e la Regione Abruzzo. Delusione, amarezza, preoccupazione: sono i sentimenti che ieri i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno espresso alla stampa nel fare il punto sull'esito di un incontro che speravano più concreto e rassicurante. In realtà, hanno spiegato i sindacalisti, nessun nodo sarebbe stato sciolto dai referenti inglesi sul futuro dell'azienda tortoretana dove oltre 100 dipendenti sono in regime di contratto di solidarietà senza che nessuno dica loro cosa accadrà quando, a giugno 2023, questo scadrà. Dalla Praesidiad non sarebbero inoltre giunte garanzie sul piano di investimenti.
«Hanno annunciato un milione di euro di investimenti, ma ad oggi resta un annuncio che tra l'altro nella portata economica fa sorridere per quanto è minimo. Siamo tornati ad ascoltare parole vuote, una vera presa in giro, senza alcuna notizia certa di ciò che sarà dell'azienda e dei lavoratori», ha detto Marco Boccanera della Fim Cisl, che nel ringraziare la Regione sottolinea l'insoddisfazione per l'esito dell'incontro. «Resta irrisolto il punto sui numeri: non siamo riusciti a capire, perché non ci è stato detto con chiarezza, quali sono gli investimenti reali che il gruppo vuol fare e in quali tempi», ha aggiunto Natascia Innamorati della Fiom Cgil, «la Regione ha chiesto, in accordo con noi, che la Praesidiad metta nero su bianco le risposte a delle precise domande affinché si abbiano parole ufficiali e formali». Per Gianluca Di Girolamo della Uilm Uil ormai si tratta di «uno stallo preoccupante: i lavoratori così come il sito produttivo non sono tutelati, e le mancate risposte ci fanno temere per il mantenimento sia dei livelli occupazionali che del sito produttivo». I sindacati restano ora in attesa delle risposte richieste per iscritto e subito dopo valuteranno, di concerto con i lavoratori, eventuali azioni da intraprendere. (v.m.)
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