Biblioteca della montagna tra le case terremotate

29 Maggio 2022

A Frattoli i 14 residenti l’hanno realizzata nella struttura di legno per il dopo sisma Ci sono 1.600 volumi donati da tutto l’Abruzzo, si punta a farne un centro culturale 

CROGNALETO. Un’oasi di conoscenza, di ritrovata vitalità e di speranza tra il silenzio e il grigiore delle case inagibili e transennate a causa del terremoto.
È la biblioteca di montagna del piccolo borgo di Frattoli di Crognaleto, un sogno che si è avverato per i 14 residenti che hanno creduto nella cultura come ripartenza, unione e rinascita dagli eventi sismici che hanno martoriato l’entroterra e la frazione dove gran parte delle abitazioni attendono la ricostruzione. Una piccola struttura di legno alle porte del borgo realizzata dal Comune nel 2017 come riparo dalle emergenze e punto di ritrovo accoglie la raccolta di libri che conta più di 1.600 volumi donati da una quarantina di cittadini non solo del Teramano, ma anche fuori regione che hanno raccolto l’appello del residente Adriano Marini, appassionato di lettura, ideatore e curatore dell’iniziativa. Marini trascorre i pomeriggi a registrare le donazioni, catalogare con attenzione i libri, le enciclopedie e le riviste di settore e a disporli sugli scaffali realizzati con materiale di recupero. «Già nel 1960 un nostro concittadino, Manfredo Onofri, al quale intitoleremo la biblioteca, promosse una raccolta libri nell’allora casa parrocchiale arrivando a contare più di mille volumi di cui siamo riusciti a recuperarne solo una ventina», racconta Marini, «il seme di Manfredo è sopravvissuto e abbiamo raccolto la sua eredità ripartendo dalla sua stessa idea che aleggiava da anni, ma che solo pochi mesi fa si è concretizzata con la prima raccolta tra noi residenti e ottenendo, poi, una grande risposta dai donatori che non ci aspettavamo».
Prima dei terremoti Frattoli contava una quarantina di residenti e nelle estati si riempiva di oltre 300 proprietari di seconde case. Un numero che si è dimezzato per la presenza massiccia di abitazioni danneggiate. «La biblioteca rappresenta un importante segnale del territorio che vuole aprirsi alla cultura come antitodo allo spopolamento e alla stasi», dice ancora , «il nostro intento è far diventare la frazione un punto di riferimento culturale non solo per i residenti e chi torna, ma per i turisti, gli escursionisti e i cittadini dei comuni limitrofi. Chiunque può farsi allietare da una buona lettura in una giornata di pioggia, in un momento di relax dopo una passeggiata tra la matura, riportare un libro a casa, leggerlo e poi restituirlo”». Nella biblioteca di montagna che in estate sarà aperta tutti i giorni, Marini sta raccogliendo anche giochi da tavolo; a breve verrà installato un computer per la consultazione dei volumi, verranno organizzate presentazioni e un corso di catalogazione per i ragazzi. Ma il progetto è ancora più ambizioso. «Vorremmo installare un telescopio e far diventare la biblioteca un polo culturale della montagna», conclude , «il terremoto ci ha tolto tutto, soprattutto i luoghi della socialità, ma non ci arrendiamo perché da un piccolo borgo come il nostro vogliamo gridare che la montagna è viva e lotta per riprendersi il posto che ha sempre avuto».
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